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domenica 18 giugno 2017

Zekexplosive Punch!

Si ritorna con l'ennesimo artwork. A dire il vero tutta questa storia degli artworks "VS" mi sta un pò annoiando, ma forse è la mia naturale inclinazione all'incompletezza.
Boh, minchiate a parte, questo disegno rappresenta Zeke, un personaggio sul quale mi sono ossessionato parecchio, lo definisco il mio "alter-ego", una forma immortale e incredibilmente più potente del mio vero sè, un pò come tutti quelli che inventano un supereroe.
Ma più che un super-eroe, è un super-errore. Così super da non sentire la necessità di correggersi.

Info tecniche: disegno originale a dimensioni 4000x3000 circa, qui in formato ridotto; realizzato con MyPaint, Gimp e Blender ; circa una ventina d'ore di realizzazione, anche se lo sketch è stato parecchio ripensato sia tecnicamente che concettualmente.








giovedì 15 giugno 2017

Imbecillità

"Ama il prossimo tuo come te stesso", diceva Gesù.
"Ama il prossimo tuo, anche se è stronzo.", dico io. Sarà per questo che sono forse più affine ad una concezione esistenzialista basata sull'esistenza di due principali stati umani: l'odio e la calma.
Alcuni direbbero "amore" al posto di "calma", ma l'amore è invece una sotto-forma di odio. Sembra strano, ma spiegherò di seguito cosa voglio dire.
L'odio è quel sentimento che, si può dire molto sinteticamente, ti fa desiderare la morte o la sofferenza di qualcuno. Si genera principalmente come meccanismo psicologico di auto-difesa, in seguito ad attacchi fisici o psicologici ricevuti da persone che si sono mostrate come una minaccia, psicologica o fisica, alla percezione di sè.
La percezione di sè è un fattore che molti chiamano "ego". Se per esempio ci cade una tegola in testa, il danno fisico che ne riceviamo non decrementa il nostro ego. Ma se qualcuno ride di noi nel momento in cui ci cade la tegola in testa, quella persona diventa oggetto del nostro odio in quanto ha leso la nostra percezione di sè, il nostro ego.
Allo stesso modo, se una persona deteriora la nostra percezione di sè attraverso una minaccia fisica, un linguaggio scurrile o un'eccessiva confidenza, la nostra percezione di noi stessi decrementa, catapultandoci nell'odio.
L'odio, ovviamente, porta con sè innumerevoli forme di sub-sentimenti, quali per esempio: la paura di fallire in un possibile confronto fisico, la paura di fallire in una persecuzione penale, il desiderio feticistico di aggiungere fantasia al sadismo ideale da perpetuare sulla minaccia al nostro ego, la coscienza della propria ignoranza di fronte a certi aspetti del vivere civile, la sensazione di inadeguatezza fisica o psicologica nei confronti di certe situazioni non perfettamente previste.
L'inevitabilità, dunque, comporta necessariamente il confronto con la propria debolezza, le proprie manchevolezze.
Anzi, si potrebbe dire che la debolezza è lo status di ogni creatura vivente, probabilmente è lo status di qualsiasi cosa esistente, materiale o immateriale. Tutto è debole in quanto capace di cambiare, mutare forma. La stessa "sostanza" non è altro che forma interiore, tutto è forma mutabile, di conseguenza tutto è debole.
L'idea di "forza" potrebbe essere, dunque, totalmente illusoria ed ogni confronto con la Verità dei fatti potrebbe costituire un fattore generante "odio", appunto, nei confronti di chi ci cerca di diffonderla, farla capire, renderla comprensibile, anche ai più testardi.
Di cosa stavamo parlando, dunque? Ah sì, dell'amore. Avevo, poco fa, descritto l'amore come un sub-sentimento derivato dall'odio. Questo potrebbe sembrare il significato di una controversia legata ad una scarsa percezione del vero, ma potrebbe essere il vero.
Si "ama", a dire il vero, ciò che inizialmente si odia. Ciò che inizialmente si odia ma che ci rende capaci di riscontrare in noi stessi delle difficoltà interiori, delle titubanze, delle mancanze. Si ama, cioè, ciò che ci fa sentire contemporaneamente scarsi ma migliorabili.
L'odio, dunque, si porta dietro non solo l'amore, ma anche la speranza perchè quando si odia qualcosa, a dire il vero, si spera un giorno di oltrepassarla, capirla, obliterarla, lasciare al passato la memoria di quel qualcosa che si è odiato (o amato, perchè entrambe le forme prevedono un alto interesse psicologico da parte di chi odia o ama).
Di fatto, l'odio permette, oltre la speranza e l'amore, la dedizione per il semplice motivo che, anche se si odia qualcosa o qualcuno, ci si dedica a quel qualcosa, con interesse.


Quindi, l'odio è un buon sentimento.
E' l'inizio di ogni vero sentimento.
L'odio è la radice.

Per quanto certe persone sostengano che sia un termine estremamente negativo, l'odio non lo è. I media c'hanno abituato a vederlo come un fattore negativo, come un fattore negativo, ma in realtà i suoi esiti possono persino diventare ridicoli, il suo effetto può condurre all'orgoglio, l'orgoglio può condurre all'avventatezza, l'avventatezza può condurre al fallimento, il fallimento può essere un fattore risibile. Ciò che apporta gioia (il risibile) può essere quindi, indirettamente, portato dall'odio.
Quindi, l'odio non è un sentimento negativo.
"Negativo" e "positivo" sono solo facce della stessa medaglia: la banalità, la gratuità del comprensibile, il volutamente trasmissibile. Ciò che ti è facile capire fa uso di questa dualità, dualità per imbecilli non pensanti. 0 e 1 sono fattori meccanici di base, sfruttati in combinazione per generare risultati molto più complessi anche se apparentemente banali.
La banalità, dunque, risulta sempre nell'esito finale di una qualsiasi comunicazione.
La semiologia, dunque, non è altro che un insieme di banalità, uno showcase di stronzate.

L'adeguatezza è uno dei fattori portanti di ogni comportamento che vuole mostrarsi imponente.
Mostrandosi "adeguati" ai canoni sociali si riesce più facilmente a sovvertirli, a fare in modo che le cose girino nel verso che ci aspettiamo. Ma in realtà l'affermazione di adeguatezza sottointende un reale desiderio di inadeguatezza, e il desiderio di inadeguatezza sottointende una naturale adeguatezza.


L'inadeguatezza civile di certi individui, per esempio, di fronte a situazioni che minacciano il loro ego, li può porre nella condizione di azzardare certe mosse sulla base dell'eccessiva confidenza in sè stessi, sulla base della propria convinzione, sulla base del proprio credo. Questi fattori (credo, convinzione, educazione, etichetta, etc.) si mischiano spesso con la propria emotività, scatenando risultati che possono avere esito "negativo" o "positivo", incrementale o decrementale nei confronti del proprio ego.

Se, per esempio, ci convinciamo di poter volare e ci lanciamo dal balcone della propria casa, il nostro ego verrà inizialmente soddisfatto dalla nostra compiacenza rispetto alle nostre convinzioni, ma il nostro corpo inevitabilmente ne soffrirà in quanto sprovvisto delle necessarie capacità di volo.

Esistono persone, dunque, convinte di aver ricevuto un torto da parte della vita o da parte di altre persone, che agiscono in maniera volutamente coercitiva, imponendosi nella situazione e pensando che il loro atto non riscontri alcun genere di obiezione. La coercizione, l'apperente "forza", è solo un atto di forzatura esercitato su quel campanello d'allarme che è la paura.
Ci si può illudere anche che, siccome si è in grado per un attimo di reprimere la paura, tale capacità sia continua.
Ma ciò non è il vero, poichè esistono persone sempre più disperate di noi che possono farci notare che la loro posizione non è affatto così avvantaggiata da permettergli anche soltanto di pensare che si possa agire di propria spontanea volontà in un mondo in cui le regole esistono e vanno rispettate.

Le regole, dunque, sono un modo per bypassare i campanelli d'allarme tipici dell'interazione spontanea con il proprio istinto.
Possono apparire estremamente benefiche, ma senza conoscenza del proprio odio, le regole appaiono solo come un sistema di privilegi che innalza di grado i più rispettosi (i più scaltri, a volte), ed abbassa i più istintuali.

Così come si prova paura per qualcosa, si prova pentimento nel distruggerla. Nel rompere le regole si può provare pentimento, così come nel distruggere una persona, un animale, un oggetto. Il tutto per un motivo essenzialmente legato alla perdita d'uso di quell'oggetto/cosa/persona.

La non-conoscenza delle regole, dunque, e la non-adesione ad un principio di rispetto legittimo, di reciproca tolleranza, può portare tali persone, specie se particolarmente disperate, alla considerazione di agire (o meglio, re-agire) in maniera sproporzionatamente peggiore rispetto al torto subito.

Con il tempo si impara a non far diventare l'odio amore, si impara a passare direttamente alla calma e con calma manifestare l'odio, senza sbuffare impazientemnte, senza gambe che tremano, senza l'elettricità nelle mani, senza stretching per rilassare i bollenti spiriti, senza idee omicide da riservare a chi vorrebbe vederci fotterci con le nostre stesse mani, pregiudicando la calma stessa, la nostra condizione di libertà.

La vera libertà è il contenimento.

Le persone piene d'odio, in fondo, sono solo persone che hanno convissuto con una basilarità di sentimenti per troppo tempo, assefuandosene, abituandosi ad essa senza esplorare, innovare, differenziare o gestire il disordine interiore.

Risulta sempre difficile attraversare il percorso che porta dall'odio al perdono.
Il disgusto verso di loro rende il percorso lento.

Esiste, nell'animo umano, una volontà di reputarsi differenti rispetto a chi crede di poter interagire con noi, nonostante non si abbia alcuna voglia di farlo.

L'odio è, a volte, talmente forte, da farci sentire non affatto umani, non riscontrabili in nessun altro, imparagonabili, unici, soli, quasi messi al mondo come negazione piuttosto che come conferma: l'ennesimo tranello dell'ego.

martedì 13 giugno 2017

Insostenibilità

La "Scienza" è come qualsiasi altra cosa: un termine relativo.
Può voler dire "agire scientificamente" oppure può voler dire " poter distribuire farmaci".
Il primo è un concetto filosofico, il secondo è una capacità commerciale.
Viviamo in un mondo in cui i soldi servono, per cui rinunciare alla filosofia per il profitto è cosa più che fattibile, specie se vieni minacciato di essere radiato dall'albo dei medici qualora decidessi di dissentire sulle decisioni ufficiali o persino di indagare, mettere in dubbio.
Ricordo di aver letto nei libri di storia di un'epoca nella quale si era penalizzati in base all'opinione: IL MEDIOEVO.
Ricordo anche di aver letto di un'epoca italiana durante la quale c'era un dittatore che diceva "si fa così" e tutti facevano così: il FASCISMO.
Ed è strano osservare questo, perchè teoricamente la scienza dovrebbe essere favorevole al progresso. Ma mi accorgo che neanche le torture dell'Inquisizione si sono placate: si sono solo trasferite. Una volta le vittime erano i sacrileghi, oggi sono gli animali da laboratorio.
Alcuni obietteranno dicendo che l'Inquisizione aveva la sua utilità sociale, permettendo alla gente di sfogare la propria meschinità sul capro espiatorio di turno, additandolo di eresia e vedendolo condannato al rogo. Come i primi cristiani nell'epoca romana, poi diventati i nuovi sciacalli.
Con questo non si vuole condannare il Cristianesimo (ammesso che esista ancora), si vuole solo dire che: qualsiasi concetto si corrompe per effetto del tempo e della banalizzazione. Il desiderio del lusso ha sempre superato in intensità il semplice desiderio della sussistenza.
In sostanza, il "potere" ha sempre prediletto le novità ed ha sempre saputo quale novità interessa la gente, per manipolarla e tenerla a bada.Ottima, infatti, la trovata statale di donare smartphones alle migliaia di immigrati: il giocattolino per tenerli a bada.
La scienza, dunque, è solo un espediente per mandare avanti l'economia, come qualsiasi altra cosa.
Lentamente, gli stessi meccanismi di persuasione già adottati in altre nazioni , vanno attuandosi anche in Italia. Senza accorgersene, si è fatto in modo di traghettare il pensiero della gente, successivamente :
1. verso il disprezzo delle teorie cospirative (spesso basate sulla verità e su fatti testimoniati) o di qualsiasi forma di indagine risolutiva basata sul dubbio, l'approfondimento e la sfida all'autorità
2. la diffusione ideologica della paura, del terrore, così da creare un insieme compatto di idee che giustifichi la necessarietà di un potere autoritario
3. l'effettiva attuazione del potere autoritario: una volta denigrata l'opposizione ed impedito a quest'ultima di giungere attraverso i mezzi di divulgazione (roorback) alla mente della gente, e manifestato un insieme di idee "ufficiali", "universalmente" rispettate. Tale fase comprende principalmente le sanzioni previste ai trasgressori.
In questo modo, la gente, attraverso graduali fasi di approvazione, arriva dove arriva. Magari ci arriva col sorriso in faccia, ma lentamente vede quel sorriso mutare. Il pentimento verrà naturale, una volta compresa la mostruosità di ciò a cui si è aderito, una volta manifestato il difetto principale di un sistema del genere: l'insostenibilità.
Dire che la "scienza" non è un termine relativo vuol dire indossare i paraocchi, convincersi che le cose stanno in un modo solo. Che i truffatori stanno da una parte e le persone oneste dall'altra, quando questo genere di atteggiamento favorisce, invece, l'opportunismo dei truffatori verso la fazione più reputata, al fine di avvantaggiarsi di una patina sociale che permetta loro di attuare i loro loschi piani.
D'altra parte, gli onesti sono coscienti che in questo mondo chi va avanti è solo il truffatore, lo squalo, la iena ridens, il pagliaccio, il lecchino, l'ipocrita, l'adatto, l'eccellente, e così via. Sanno che è meglio nascondersi perchè questo mondo non sa che farsene degli onesti. Proprio perchè gli onesti sono ufficialmente i nuovi trolls. 
Non è affatto stupefacente una considerazione del genere, siamo troppo abituati a sorriderci l'un l'altro, spesso con falsità assoluta, quasi che sia meglio sorridere e annuire anzichè criticare costruttivamente. Questo atteggiamento non risolve niente, il problema filosofico di fondo rimane lo stesso: servire o sovvertire? Sovvertire equivale al suicidio, servire equivale a rinunciare ai propri desideri.
Per quanto sia promettente l'atteggiamento umile del devoto che accetta volontariamente la propria complicità all'espansione egoica del proprio "maestro", il "maestro" è comunque umano, fallibile, mortale, pieno di difetti, non importa quanto si impegni. E' imperfetto quanto il discepolo.
Allo stesso modo, una nazione corrotta ai suoi vertici decide che un'intera popolazione debba venire a confrontarsi con una realtà medica che è più commerciale che medica.
Pronti a smentire tutto ciò sulla base dell'assenza di prove? O pronti ad accusare di lungaggine se tali prove vengono mostrate? Di certo mai disposti ad accendere l'intuizione, semmai più volontariamente disposti a chiamarla paranoia, spesso se tale intuizione si esprime con sarcasmo ed ironia.
Si può comunque tentare di essere dei buoni scienziati e fare dei test.
Test inutili, medicine inutili. Così inutili che dovrebbe sembrare ovvio che servono a qualcos'altro.
Vi sembra estremista?
Pensate a cosa accadrebbe se fossi IO al governo ed imponessi la decapitazione ai non-vegani.
Quello sì che sarebbe estremista, benchè piacevole (per chi sta al potere).

lunedì 12 giugno 2017

Mistery of the Sefirots + Onisco

Due tracce fatte oggi.
La prima, Onisco, è ispirata ad un piccolo crostaceo (non un insetto) che bazzica in gruppo a casa mia. A quanto pare c'è umidità, in casa mia.
http://emanuelepepi.altervista.org/mp3/Onisco.mp3

La seconda, è un pò più complessa e "completa". E' iniziata come cover del pezzo "Dopesmoker" degli Sleep, e credo ci sia una sintonia con la traccia fino ad un certo punto, in cui diventa un riff ossessivo e un'evoluzione di quest'ultimo. Ovviamente il tutto come sempre strumentale, molto diverso dal famoso pezzo degli Sleep, il cui titolo meno ufficiale e "spezzettato" è "Jerusalem".
Dato che sto leggendo un libro di uno scrittore ebraico, Moshe Idel, intitolato "Qaballah" e, dato che non ci sto capendo veramente un cazzo, ho intitolato questo pezzo "Mistery Of The Sefirots". Semplice, no?
http://emanuelepepi.altervista.org/mp3/MisteryOfTheSefirots.mp3

Sàifon Filter Ciofeca Strange

Che grande delusione.
Che immensa delusione.
Mi stavo dando dell'idiota quando ho cominciato a giocarci, mi sono detto pure " proprio così tardi rispetto alla data d'uscita, dovevi giocarci?" ed invece non ho fatto altro che evitarmi un'altra, l'ennesima, delusione.
A partire dalla PS2 alcune serie di videogiochi si sono veramente fot-tu-te.
Parlo in questo caso di Syphon Filter, i cui gustosissimi episodi 1,2,3 per PSX sono stati davvero qualcosa di memorabile, bello seppur macchinoso, affascinante seppure quadrettoso, entusiasmante seppur ridicolo a volte. Specie quando con il taser facevi letteralmente andare a fuoco le vittime.
Era qualcosa di diverso, allora. Non si aveva concezione politica, non si aveva indirizzo politico, non si aveva concezione politica. Poi si cresce, ma i videogiochi rimangono gli stessi: continuano a dire stronzate.
E di fatto di stronzate, Syphon Filter: Omega Strain, ne dice molte.
Andiamo con ordine:
1. Dov'è il taser? Il Taser era la prerogativa del "rimanere senza munizioni", era l'arma di emergenza, l'ancora di salvezza. In Syphon Filter Omega Strain (abbrevierò SFOS d'ora in poi) il Taser te lo devi guadagnare. Che cazzata.
2. Fretta, fretta e ancora più fretta. Non bastano le immense quantità di messaggi vocali che i compagni del protagonista ti spammano nelle orecchie del giocatore, ci vogliono pure un sacco di mini-obiettivi praticamente impossibili da realizzare entro l'esiguo tempo limite messo a disposizione del giocatore. Roba da prendere il DVD e spezzarlo a metà, a mani nude.
3. Non potevano mettere un cazzo di "Retry" nel menù di pausa? Cioè uno, se perde o vuole ricominciare la missione, deve: uscire dalla partita, aspettare il caricamente del menù delle missioni, cliccare sulla missione, cliccare su gioca missione, aspettare il caricamento del video introduttivo della missione, skippare il video, aspettare il caricamento del livello, risettare il personaggio, finalmente ri-giocare la missione (per poi perderla nuovamente).
4. Che cazzo. Non si può veramente giocare ad un gioco il cui antagonista principale si chiama Mara Aramov. Cioè il cognome è preso dal nome, ma al contrario : Mara Aram(ov). Ma non l'aveva tipo ammazzata Logan nel terzo episodio, o era il secondo? Boh, ad ogni modo dov'è Logan?
5. Perchè gli anarchisti e i russi devono essere i cattivi? Cioè allora gli americani che fondano l'ISIS, che distruggono le loro stesse Torri Gemelle e fanno guerre per il petrolio ovunque... sarebbero i buoni? Se proprio devo giocare per i cattivi, gioco a GTA. Che ne sanno i giocatori qualunque di guerra asimettrica? Poco, se a loro piaciono sti titoli. Io mi sono rotto di giocare per i cattivi, specie se si mascherano da buoni. E poi cos'è sta storia massonica del cazzo? Cos'è sto personaggio dirigente che, neanche a farlo apposta, si chiama Masson di cognome? Non è la prima volta che vedo un gioco schierarsi a favore del cospirazionismo massonico. L'ho già visto questo atteggiamento del cazzo in Assassin's Creed Rogue (un gioco così realistico, poi... provate a combattere per 30 minuti con chiunque, senza mai ammazzarli con una combo letale, praticamente ti fa intendere che puoi seghettare e farti seghettare in continuazione da chiunque anche per 3 ore, perchè nessun personaggio in quel gioco ha una fottuta barra della vitalità). In compenso, in Syphon Filter, la barra della vitalità c'è, e ci sono dei box magicamente comparsi in varie parti del territorio proprio con quello che ti serve (ma va là!).
6. La colonna sonora è forse la cosa più insopportabile che abbia mai ascoltato, in confronto quella del primo episodio è un capolavoro (e lo è).

Potrei continuare, ma finisco dicendo che anche questo giuoco lo mando a cagare, fino a quando non mi ritorna la pazienza e l'ispirazione.

Non mi sono perso niente.
Forse l'unica cosa buona che è uscita dopo l'epoca PSX è stata la concezione di open-world.

Per il resto... mini-recensione di Fàinal Fantasi Nove: fa cagare il cazzo.

sabato 10 giugno 2017

Il suicidio dei bugiardi

Pensavo di essere uno di quei vegani "stronzi". Ma in realtà ci sono vegani che chiamano i mcnuggets vegani "chicken" (pollo) e poi, se gli dici che non è tecnicamente "pollo" e gli fai pure notare che è un controsenso andarsi a cercare cibo vegan col nome e la forma di cibo non-vegan, ti danno del "troll" e del "bugiardo".
Che senso ha andarsi a cercare del cibo che ha la forma di carne, sebbene non sia tecnicamente carne, quando si è vegani?
Se vuoi mangiare ciò che assomiglia alla carne, ma sei vegano... se vuoi mangiare ciò che viene chiamato come la carne, ma sei vegano... allora non sei vegano. Sei semplicemente uno ossessionato con la normalità, che si sente solo soletto se lasciato da solo con le sue sole convinzioni... vuol dire che ti manca la carne, e questo fa di te una persona debole e patetica.
Ha lo stesso senso di chiamare una "banana" con il nome " wurstel ".
A volte la gente pensa di essere davvero nel giusto, di avere ragione.
Si intestardisce e, pur di non fare la classica figuraccia, pensa che sostenere la stessa idiozia sia qualcosa di sensato, anzi decide di accusarti esattamente di ciò di cui soffre.
Per esempio: ci si accorge di dire una grossa stronzata, qualcuno ce lo fa notare, quel qualcuno viene accusato di essere un bugiardo, o addirittura di essere un criminale, un individuo intellettualmente deficiente.
Tutto ciò è un atteggiamento realmente patetico e triste, indice di una situazione psicologica pari alla nevrosi.
Io spero che, un giorno, questo genere di persone scompaiano definitivamente dal pianeta Terra perchè, onestamente, non servono a un cazzo.
Non servono a niente i bugiardi, i sognatori, gli imbecilli.
Il mondo va a rotoli appunto perchè ci sono persone che credono che le bugie non abbiano le gambe corte, il mondo intero è una merda per questo esatto motivo: a causa della gente che non vuole accollarsi (per orgoglio, debolezza e stupidità) LE PROPRIE colpe.
Gente che non sa ammettere, con un ego spropositato, che non appena incontra qualcuno con un SUPER-ego ... eccoli invidiare.
Si impegnassero almeno ad usare il cervello, al posto di credere agli unicorni che cavalcano arcobaleni distribuendo cuoricini, capirebbero che vivono in un mondo sognante instabile che li rende psicologicamente, fisicamente ed intellettualmente DEBOLI.
Questo genere di persone può farsi strada nella vita solo attraverso le bugie.
Gente senza coraggio e senza speranza che mi fa salire il disgusto, mi importa poco se fanno parte della mia stessa "cricca".
Non deve esistere alcuna "cricca", alcun "gruppo", alcuna "associazione".
Massificarsi, uniformarsi e far parte di qualcosa, qualsiasi cosa, ci rende più stupidi, incapaci di pensare. Ci mette nelle condizioni di dover sempre essere positivi, falsamente positivi, di rinunciare alla critica.
Il "quieto vivere" è pura ipocrisia, soprattutto se si avvale dei metodi della coercizione. Tutta questa falsità è il risultato di un mondo nel quale il dissenso regno sovrano... ma il dissenso vero: quello che parte dalla dissonanza cognitiva, non dalla critica costruttiva.
In questo mondo, e me ne accorgo giorno dopo giorno, chi critica costruttivamente è visto come un elemento di disturbo... e questo non crea altro che 2 categorie illusorie di persone (altrettanto illuse):
- le persone "serie" (quelli che sanno mentire)
- i "trolls (quelli che esprimono la verità con mezzi sardonici)
Questa dualità è falsa e chi non comprende questo sarà sempre relegato ad una delle due categorie, avrà solo 2 modi per andare avanti nella vita: mentire spudoratamente o mentire in maniera intelligente.
La menzogna, a quanto pare, è l'unico mezzo in mano agli imbecilli e ai codardi.
Provo rabbia per l'esistenza di questa categoria umana.
L'ignoranza è un difetto risolvibile, l'incapacità è altrettanto risolvibile con la pratica... ma la testardaggine è la peggiore.
Spero che qualsiasi testardo che legga questo, si accorga che c'è un solo modo per zittire il proprio ego: il suicidio.
Non è, di fatto, una grande sorpresa il successo di "giochi" come il Blue Whale Challenge (sempre ammesso che sia vero tutto ciò di cui si vocifera su internet ed in TV). Voglio dire: se esistono delle persone talmente idiote, ma talmente idiote da reputare la bugia come l'unico mezzo attraverso il quale andare avanti nella vita.. se esistono davvero questo insieme di codardi assurdi, nevrotici, paranoici e beffardi... allora non è poi così malvagio il giochetto di Philip Budeikin. Probabilmente quel genere di persone davvero merita un fine del genere, davvero merita di finire per mano propria. Per quanto sia esecrabile il gesto e disprezzabile l'induzione al suicidio stesso, è innegabile che un pericolo per la società, una volta identificato nell'individuo che mente (il bugiardo, il parassita, l'approfittatore, il furbone), debba essere espulso dalla società a meno che non aderisca ad una forma di auto-coscienza libera da queste forme di debolezza.
La bugia, in effetti, per alcuni è una grande dote, di fatto la maggiorparte dei "potenti" sono bugiardi. Ma si possono veramente considerare "potenti" quelli che fanno appello a basse forme di intelligenza?
La bugia può essere considerata un'alta forma di intelligenza? O è forse l'esatto opposto, non è forse la forma peggiore di intelligenza, se si considera che una facile soluzione ci toglie problematiche ulteriori che aumentano la nostra intelligenza?
I bugiardi, in poche parole, fanno uso di un  insieme limitato di soluzioni che permette loro di scavalcare qualsiasi giudizio di sè, di conseguenza, si auto-allontanano, evadono dalla propria concezione di sè, dall'assertività, etc. sono praticamente incoscienti. Tale incoscienza, l'essere effimeri, eterei, etc. è più un difetto che un pregio. Tali persone trovano spesso la propria essenza nell'espressione artistica, ma nei casi peggiori diventano elementi funzionali della società: avvocati, politici, dirigenti, etc. Come condire un'insalata con del mercurio, altamente dannoso. Ma a questo la gente non bada, per la gente è tutto ok così com'è, non c'è motivo di preoccuparsi perchè in fondo chi è che non mente? Chi è veramente sincero, veritiero, profondamente coraggioso? Tecnicamente nessuno. Ma delle persone estremamente capaci nel mentire, possono essere un pericolo per tutti, senza che nessuno se ne possa accorgere.
Uno stupratore dirà a sè stesso che è lecito stuprare, un assassino dirà a sè stesso che è lecito uccidere, etc. I bugiardi, quindi, sono allo stesso modo capaci di mantenere il proprio status di "scarto umano" anche se messo in una condizione di potere.
C'è un segreto dietro al loro successo : se i bugiardi riescono ad ingannare altri, è solo grazie alle bugie che raccontano a sè stessi. Una volta raggiunto il punto in cui si sa come vivere nella bugia, respirare bugia, espirare bugia, si diventa la bugia stessa. Questa grossa forma di capacità illusoria è chiamata comunemente "charme" e le persone che ne sono dotate (o affette), volontariamente ed involontariamente, lasciando "traspirare" tale facoltà e chi ne viene a contatto ne viene automaticamente infettato, al punto da reputare la loro capacità un reale fattore di elevazione spirituale. Talvolta, infatti, sedicenti spiritualisti non sono altro che ineffabili bugiardi, di conseguenza: truffatori di sè, truffatori di altre persone, truffatori per necessità perchè non sanno fare altro, non vogliono fare altro, e si credono magari intelligenti.
Non è un fattore sorprendente che i più grandi bugiardi siano allo stesso tempo ai vertici della considerazione umana: osannati in TV e al cinema, ospiti di canali televisivi, opinionisti, politici, dirigenti e altre figure umane eclatate dalla stampa e dalla massa. Loro sono riuscite ad arrivare dove sono arrivate, grazie all'innegabile capacità di saper dire la giusta bugia nel momento giusto, approfittandosi dell'ingenuità altrui ed una volta arrivati in vetta, hanno saputo adottare le tecniche persuasive giuste (talvolta coadiuvate da una corrotta forma di potere coercitivo) per illudere altre persone che il loro metodo sia quello giusto.
Sono davvero necessari questi elementi nella società?
No.
Eliminare questi elementi dalla società è sensato, giusto razionale ed etico?
No. Ma quasi quasi....
E allora?
Blue Whale Challenge.
Scherzo. Però, in effetti, visto il disgusto che provo per la loro categoria... secondo me potrebbero veramente farlo un tentativo.
E' di certo di cattivo gusto tagliarsi, farsi del male, indurre agli altri al suicidio. Tutto ciò rappresenta un crimine, lesionistico o auto-lesionistico che sia.
Quindi l'unica soluzione, per tutti e in ogni caso, è farsi un esame di coscienza. E vedere se si è veramente nel torto o nella ragione, o addirittura arrivare alla terza opzione: l'inesistenza di un torto, l'inesistenza di una ragione, un continuo divenire in cui non esiste reale opposizione di dualità, ma solo un continuum di esperienze. Accettare il punto di vista altrui, saperlo gestire, saper prendere da esso ciò che si può, senza necessariamente reputare sè stessi deboli. Perchè si è più deboli se non si sa gestire il dissenso, si è più deboli nel deridere, giudicare ed accusare ingiustamente.

domenica 4 giugno 2017

che cosa avrà voluto dire

io per il disastro degli idioti in gruppo che guardano la partita della Juve e si impanicavano per un petardo, speravo almeno in un qualche centinaio di morti.
A dire completamente il vero, non me ne frega un cazzo degli attacchi "terroristici", quando la TV parla dei pochi importanti occidentali morti e non delle migliaia di ignorati orientali ammazzati per sostenere i privilegi dei pochi occidentali.
Perchè muoiono, lo dice la TV? Perchè uno deve farsi un giro di internet e magari farsi prendere per cospirazionista se la TV non dice esattamente le cose come stanno?
E' solo un regolamento di conti e continuerà sta mattanza fino a quando la gente non cambierà abitudini.
E non si cambiano le abitudini se non si da serietà a ciò che si è sempre considerato ridicolo.
Fino a quel momento, godetevi il terrore, che è ambivalente, bidirezionale: lo commette il terrorista e lo commette lo Stato.
Il terrorista ammazza per disperazione, per credo o perchè è pagato dal suo gruppo di terroristi.
Lo Stato ammazza perchè i cittadini hanno bisogno di sicurezza: così come in un computer l'antivirus toglie al suo utente i privilegi di amministrazione.
Dovete guardare come agiscono le forze di Stato nei paesi in cui le forze di Stato sono le più finanziate: tipo l'America (fuck yeah). A quel punto vi accorgerete che i "pigs" (i porci, gli sbirri, come li chiamano lì) sono dei parassiti pagati dallo Stato non per "proteggere e servire" ma per "schiavizzare, imprigionare, picchiare, uccidere". Persone che uccidono se un malato di mente ha un attacco epilettico, perchè lo considerano una forma di resistenza. E non si fanno un singolo giorno di prigione, una pacca sulle spalle e via. Sequestrano droga e se la sparano loro, non devono sostenere test anti-droga, ti possono ammazzare per legge, sono legittimati a spararti.
Con tutto che gli Americani ci "hanno salvato" dai fascisti, rimangono il popolo più fascista del mondo.
Gli Americani vivono in un terrore che è lo stesso Stato ad imporgli. Non hanno bisogno dei terroristi, AHAHAHh!
Visto "informaticamente", è come se fosse un software che ti succhia tutta la RAM, gli altri processi vengono meno e tu sei costretto a richiedere sempre di più dalla tua macchina hardware.
Ma i soldi non ci sono, le risorse continuano a scarseggiare, si consumano, tutto finisce piano piano, la disperazione aumenta, la saturazione dell'insopportabile aumenta, il panico aumenta ed il chaos si avvicina.
Lenta lumaca, il chaos, inghiotte tutto e tutti.
E sei già fortunato se riesci a chiederti "Come cazzo ci siamo arrivati a sto punto".
Lo Stato è il peggiore terrorista, perchè ti sorride e ti promette garanzie, in cambio della tua vita.
Lo Stato, immaginato come una persona e non come un ente, è uno psicopatico totale.
Totale.

"Aggiornamento" è un parola ormai in disuso, va aggiornata.
Se si pensa un attimo alla questione dell'aggiornamento, ci si accorge che gli aggiornamenti diventano sempre più frequenti.
E' il mondo che si annoia, che vuole cambiare, ma cambia talvolta in peggio giusto per non finire in preda alla noia.
Cade volontariamente in paranoia, giusto per sfuggire alla noia.
Si prefigge compiti illusori, traguardi stupidi, cerca di competere in ciò che non gli compete, mentre i problemi rimangono lì dove stanno, ignorati dalla testardaggine di non voler avere a che fare con ciò che non garantisce alcun "interesse".
Così, sei costretto dal Sistema, giorno dopo giorno, piano piano, in modo che tu non te ne accorga, come una cura che ti paralizza metodicamente, periodicamente, lentamente.
E quando arrivi ad un punto in cui tutto ti sembra intollerabile, una nuova sciagura si manifesta e tu ti chiedi (se sei fortunato) "Come ci sono arrivato a questo punto?"
Hai iniziato a camminare, a camminare sospinto da una certa idea, e quell'idea ne ha portate altre con sè che gli hanno dato forza e l'hanno messa su un trono mobile. E quella cosa è dietro di te e ti dice "fai questo, fai quest'altro".
E sei lì, mentre il tuo cervello vorrebbe fare altro, sovrappensiero.
Le persone che odi diventano il tuo pane quotidiano, le persone che vorresti allontanare le fai avvicinare , ma le fai avvicinare davanti ad un muro invisibile, trasparente, di modo che tu possa nutrirti più del loro sguardo che della loro presenza.
Perchè non è della presenza altrui che ti cibi, ma della considerazione.
Ed anche a questo punto continui a chiederti "come ci sono arrivato?".
Forse è stato quando hai deciso di comprare quello smartphone.
Forse è stato quando hai deciso di condividere quel post.
Forse è stato quando hai fatto quella determinata azione che ti sembrava irrilevante, ma che ha finito per determinare tutta una serie di conseguenze che ti hanno reso adesso ciò che sei.

E cosa sei?

Sei ciò che vuoi? Sei lontanamente vicino a ciò che vuoi? O sei proprio ciò che vuoi ma ti sei accorto che ciò che volevi non era poi così eclatante, che in fondo tutto ciò che si desidera lo si desidera fino a quando un nuovo desiderio si presenta a sostituire il precedente, come un aggiornamento del sistema.

A quel punto ti accorgi che tutta questa banale serietà che gli esseri umani cercano di darsi, è solo un siparietto fatto apposta per accomodare la propria noia.
Che non esiste nulla di "serio" o "valutabile".
Che il concetto di "valore" in sè è assolutamente relativo.
Che neanche la "trasgressione" è veramente trasgressiva, perchè tutto è catalogabile.
Tutto è catalogato.
Esiste solo un sistema di punizioni adatto a chi trasgredisce un sistema di regole che si è fatto avanti a tua insaputa, mentre tu esploravi i tuoi stupidi desideri e compiacevi il tuo ego.

mercoledì 31 maggio 2017

#01

Istituzionalizzare un'idea all'interno di un sistema semiologico ben inquadrato come un blog, toglie totalmente la spontaneità del tutto, ma la salva di sicuro da un contesto nel quale il massimo che si può fare è dire con un'immagine che vale mille parole, le stesse identiche mille parole che dice qualsiasi altra persona.
Eppure le paure sono identiche in ogni persona.
L'ubriachezza è comune ad ogni uomo, dal singolo momento in cui prende un impegno con il mondo per mantenersi in vita.
Mentre accettare la morte diventa un remoto traguardo, anche se la morte ci passa davanti a 100 km/h in direzione opposta e la si sfida e le si dice: fottimi, dai. Fottimi, Morte. Ti allontano avvincinandomi a te. Se mi prendi mi prendi per un istante e poi sono di nuovo in vita. Ciò che vuoi è la mia attenzione nei confronti del dolore, unica arma che hai in possesso per ottenere ciò che vuoi: attenzione.
Morte puttana. A tutti ti dai, a tutti ti concedi.
Ma è la vita, la più impenetrabile delle amanti e quindi la più ambita.
Facile è ottenerti, Morte, facile vivere in te perchè tu sei in ogni dove, ma solo come ricordo della tua breve intermittente esistenza.
Inutile pensar male di me, pensando a quanti pensano male di te: tutti.
Niente da fare.
Regola aurea: farsi i cazzi propri, seguire le proprie scelte.
Se gli altri approvano, cambiano.
Se non approvano, non cambiano.
Inutile impegnarsi, sfidare, provocare, insultare, sbeffeggiare, combattere.
Inutile lanciare il dardo, l'avversario lo prende sempre al volo e in direzione opposta lo rigetta, per gioco.
Tutto è un gioco.
Vili manipolazioni, vili trucchetti, nel frattempo la vita scorre e si porta via tutte le speranze e tutte le ambizioni.
Ideali in pasto al marketing, convinzioni che diventano banali slogan.
Idee per prodotti, produrre idee e farsi sfruttare, l'imperativo comando della società schizoide.
Naturalmente schizoide. Tante facce per la stessa identica monotona personalità.
Fermarsi e osservare il tempo, il massimo della meditazione.
Il tempo è Dio. Non il denaro. Carta straccia, successione di codici binari in mano a chi li ha inventati e criptati, tenuti per la gola da una tastiera.
Un tasto e una vita finisce.
Un insieme ben impacchettato di bugie, l'atteggiamento
di branco, un chiasso enorme.
Labile esistenza. Incomprensibilità ed ego.
Graduale deformazione, silente e strisciante cambiamento, gli anni passano e neanche i traumi vengono ricordati.
Eppure è il dolore a definire l'identità.
"Nessuno soffre come me." Ecco il tuo premio: un trofeo riempito di lacrime, le tue.
Aahahah, Dio non perde mai il suo umorismo.
Ride comunque, anche se ogni uomo lo distrugge con un selfie.
Dio: il masochista assoluto.

sabato 27 maggio 2017

Un vegano violento

A volte credo che tra tutti i vegani io sono il più incoerente, se penso che sterminerei tutti i carnivori e lascerei solo gli erbivori al mondo. Ma a dire il vero ammazzerei pure un cervo se fosse minaccioso con me. Sparerei ad una mucca se mi corresse contro. Sparerei ad un cane se volesse aggredirmi. Non credo di essere affatto un "animalista". Ma di sicuro ammazzerei ogni singolo essere carnivoro di dimensioni o capacità superiori ad un bambino, in quanto minaccia per la mia specie.
Sparerei ad un elefante se minacciasse il mio raccolto o a qualsiasi altro animale se intendesse distruggere ciò che io cerco di proteggere.
E' come a dire che si è "umanisti" se si crede che i diritti umani debbano essere rispettati. Siamo animali. Tutti. Aggiungere un "-ismo" a delle concezioni basilari forse aumenta lo charme legato alla propria filosofia, forse ci fa sentire importanti, ma potrebbe essere solo il riscontro di un fallimento interiore che si cerca invano di riscattare con una forma di impegno illusoria.
Come si fa a stabilire cosa ci appartiene "di diritto"? E' tutta una questione di induzione mentale e di padronanza. Un cane che abbaia contro chi passa davanti al territorio al quale è messo a guardia dal padrone, agisce solo in virtù dell'esistenza che il padrone umano gli concede in quel dato territorio.
Un uomo stabilisce intorno a sè stesso il proprio territorio in virtù delle tasse che paga allo Stato affinchè difenda con le forze di Polizia e la Giurisdizione il territorio per il quale l'umano paga dazio.
In entrambi i casi la violenza, la coercizione e la forza rappresentano l'unico metodo per difendere sè stessi e ciò in cui si crede.
L'uomo non ha alcun diritto evolutivo nei confronti delle altre bestie, se penso che anche io come loro sarei disposto ad uccidere se mi venisse leso il diritto al possesso in cui credo.
"Credere" quindi, è un fattore comune anche agli altri animali.
Un cane che ti abbaia contro dall'altra parte della gabbia, CREDE veramente che quello sia il suo territorio, che vi sia un diritto naturale che gli garantisce l'impunità in caso di aggressione.
"Impunità" è un concetto più naturale di quanto si creda, solo l'uomo ha fatto in modo di pervertire tale concetto introducendo quello di "legalità". La legalità è solo uno strumento più complesso dell'uccisione diretta, attraverso il quale l'uomo stabilisce una distinzione tra ciò che rappresenta un vantaggio e uno svantaggio, un sistema di bonus e malus legato al proprio agire.
Sfidi il capo branco, da cane, vieni ammazzato o linciato.
Sfidi il sindaco o qualsiasi altra autorità, da uomo, vieni imprigionato.
I cani e gli altri animali non hanno concezione di "Karma", "Giustizia", "Dio", "Moralità", "Punizione". Ma ciò non vuol dire che l'uomo sia tanto diverso, se dentro di sè desidera allo stesso modo di uccidere una minaccia contro di lui o contro la sua specie, la sua proprietà, etc.
L'evoluzione, l'elevazione spirituale, la moralità, il credo e le religioni potrebbero essere soltanto un altro surrogato di un potere coercitivo per decidere chi comanda il territorio, chi lo gestisce. E di fatto potrebbero esserlo veramente, considerato che il vero metro di valutazione dell'esistenza di una forma di potere è la corruzione.
Nessuno agirebbe per vie morali se non vi fosse una punizione adeguata all'errore commesso.
C'è un motivo per il quale esiste la figura dell "uomo nero" (boogeyman) o di qualsiasi altra forma/spauracchio/immagine demoniaca capace di porre la persona nella condizione di riflettere prima di agire. Si parla in tale contesto, ovviamente, di persone che non possono essere coscienti dell'esistenza di altri fattori ben più spaventosi: come le forze dell'ordine, per esempio.
L'errore stesso, è un concetto plasmato dallo stesso sistema di regole.
Puoi commettere una determinata azione in un posto ed essere totalmente al sicuro da qualsiasi punizione, mentre in un altro posto quel gesto diventa esecrabile, risibile o illegale. Luogo e ruolo determinano la relativa impunità. Puoi uccidere e passarla franca se sei un poliziotto in America, perchè la legge ti permette di uccidere. Puoi uccidere e passarla franca in un supermercato quando compri una fetta di carne, perchè la legge ti permette di farlo. Allo stesso modo un cane sa che può sgozzare tuo figlio o tua figlia perchè non vede un tenero infante innocuo di fronte a sè, ma una creatura non identificata (allo stesso modo in cui un umano la può identificare) che minaccia il suo territorio o non si comporta come un cane.
E' grandioso il modo in cui certi "animalisti" difendono cani e gatti, esseri che si mangerebbero i loro figli, per poi gustarsi una bella fetta di mucca (essere che dei piccoli umani se ne sbatte).
Ciò che spaventa è il senso di importanza che una persona da a sè stessa, per il solo fatto di aderire ad un sistema umano che nulla ha da invidiare a quello dei cani o di qualsiasi altra bestia, sul piano (appunto) della bestialità.

Forse sì. La metà del tempo io sono una persona tranquilla che ama la pace e la tranquillità, ma quando scatta il click della minaccia divento tutt'altro e a quel punto desidero avere un'arma, preferibilmente un'arma che spari, per poter andare dal cane che mi ha abbaiato contro, puntargliela dritta in faccia e premere il grilletto. Non godrei di certo nel vedere il suo cranio deformarsi per l'impatto del fuoco contro di sè, nè per i brandelli di cervello, muscoli, cartilagine e ossa sparpagliati intorno a lui, nè per la visione della chiazza di sangue che va lentamente allargandosi intorno al suo cadavere. Mi fa schifo, a dire il vero, tutto questo insieme di inutili dettagli splatter, così come mi fa schifo vedere la carcassa rigonfia di un cane sul bordo della strada. Mi fa, a dire il vero, pena tutto ciò.

In tutto ciò io riscontro comunque dolore. Se gli sparassi, per esempio, ovunque tranne che nel centro del suo sistema nervoso, il cane guairebbe fino al punto da farmi cadere sulle ginocchia in lacrime, pentito del mio gesto crudele. E a quel punto mi chiederei se ne è valsa la pena. Se ne vale la pena di distrarsi dal proprio percorso per guardare dritto il cane in faccia e sfidarlo. Solo per non sentirsi impotenti di fronte ad una minaccia. Quello sarebbe l'unico vero caso di empatia, quel breve momento in cui si immagina il dolore altrui, si vive nell'altro animale e si desidera di non aver agito così crudelmente. Per poi, volendo, piangere dal rimorso, sorpresi dal pentimento.

C'è da chiedersi perchè non si può vivere con tale "senno di poi" o "senno dell'altro", se così si può definirlo, in continuazione. C'è da chiedersi perchè l'empatia sia un fattore così relativamente breve, perchè, per tutto il resto io non desideri altro che vendicarmi del torto subìto... e subito, in un modo o nell'altro, civilmente o incivilmente (preferibilmente in maniera civile, date le conseguenze legali di ogni azione che comporta violenza da parte dell'uomo... e si badi, qui, che la violenza è legale solo quando l'autorità te la permette... e ciò determina in me l'invidia nei confronti di chi possiede una pistola, può usarla come e quando vuole, contro chi vuole, senza sentire nè rimorso nè ricevere punizione, anzi facendosi pure pagare per farlo).

A che pro abbattere l'ipotetico cane che mi minaccia?
Si è forse diversi dal cane? Il cane non prova paura se qualcuno minaccia il suo territorio? Non ha paura di me se cammino di fronte al luogo della sua sopravvivenza? Agisce per divertimento, il cane?
Non agisce come noi, in quanto cosciente che un suo diritto naturale viene minacciato? Non vede in me solo un altro umano arrogante, che può vivere la propria vita in media fino ai 70 anni, mentre lui, povero cane, dovrà farsene al massimo 15-20 per poi schiattare magari dopo un'intera vita in gabbia?

Sarà specista ciò che dico, ma i cani mi sembrano totalmente stupidi rispetto all'uomo, per questo ho paura di ciò che potrebbero fare.

Forse il cane agisce nella considerazione che il solo camminare o esistere da parte dell'uomo in quella data porzione di terreno rappresenti una minaccia per sè. Ma anche a quel punto cercare di convincere un cane è come parlare in svedese ad un giapponese.

E' un discorso sull'incomprensibilità dell'agire.
L'uomo non comprende il cane, il cane non comprende l'uomo. L'uomo pensa che il cane voglia aggredirlo, magari il cane ha solo paura. Il cane pensa che l'uomo voglia aggredirlo, magari è solo paura. Sparargli dritto in faccia. Se potessero lo farebbero loro, cosa lo vieta a me? Ah già. L'imperante "animalismo" garantista dei diritti del cane, anche quando il cane è notoriamente, sul piano etologico, un carnivoro non dotato di alcun senso di moralità.

Senza ombra di dubbio se mi fosse concesso di sparare ad un cane che mi urla contro, di puro istinto lo farei e senza sentirmi poi così in colpa perchè : quale modo migliore di relazionarsi a qualcuno incapace di trattenere il proprio istinto?


Ma fantasie cinocide a parte, cos'è che impedisce all'uomo di negare a sè stesso la volontà di vendicarsi? Da cosa scaturisce l'orgoglio? Come fa l'orgoglio a determinare il cedimento della ragione a favore dell'istinto fino al punto da convincere la ragione che è per una causa giustissima che si deve cedere all'istinto? Perchè, per esempio, uno Stato che si professa "Cristiano" dichiara guerra ad uno stato che si professa "Islamico"? Forse per la stessa ragione per la quale il linguaggio degli uni non è compreso dal linguaggio degli altri, e viceversa... e allora la propria insicurezza riguardo all'esistenza di Dio, nella forma di Allah, Maometto, Gesù, Geova, etc. viene fuori e ci si confronta.

O forse tutta questa insicurezza, legata alla miseria, viene ben sfruttata di chi conosce per filo e per segno i processi demagocici di controllo di massa ed ha come unico Dio, unico vero valore esistenzial una sola cosa: il denaro. E mentre prende, DA UNA PARTE, un branco di disadattati disperati manipolati, li riempie di soldi e li manda in guerra, DALL'ALTRA PARTE, prende un branco di civilizzati, istruiti, educati ma allo stesso modo manipolati e li manda in guerra contro l'altra parte.
Nel mezzo, la verità che non si vede, potrebbe esserci un bel giro di soldi. Ma non solo quelli, un gran bel giro di idee e soldi, le idee per manipolare le menti, i soldi che servono per mandarli in un posto, e molti più soldi da prendere dagli stessi posti così che alla fine si spende 10 e si ottiene 100.

Allo stesso modo fanno i proprietari delle squadre calcistiche: prendono un branco di stressati da una parte, un altro branco di stressati dall'altra, dicono ad entrambi "Questi sono i tuoi colori, difendili. Accedi allo stadio per sfogare la violenza che la classe dirigente (noi) ti abbiamo indotto." , i tifosi pagano il biglietto dello stadio, pagano le scommesse del totocalcio, pagano le magliette, i palloni, il merchandise legato al proprio "credo" calcistico. Cosa ci guadagnano loro? Si sfogano, hanno qualcosa in cui credere, si creano un'identità di gruppo. Chi ci guadagna di più: lo stadio, i dirigenti, i calciatori.

Poco per moltissimo.

E c'è chi critica l'outsourcing. HAH.

Sempre più potenti al vertice, sempre meno potenti alla base.


Sicuramente l'orgoglio scaturisce dall'illusione di essere imbattibili, di non avere debolezze e di non poter provare paura, sbigottimento, incertezza, insicurezza, panico, vulnerabilità.

Provata la paura, l'uomo si accorge del proprio difetto, incapace di sostenerlo cerca di sopprimere il ricordo di tale difetto (riscattandosi) e questo determina la volontà di utilizzare la violenza.

Al centro delle necessità umane non vi è la sopravvivenza, ma l'orgoglio. Una forma ideologica e raffinata d'istinto. Ed è con la manipolazione dell'orgoglio che si ottiene il massimo della fiducia da parte del prossimo. Attraverso la stimolazione dell'orgoglio, banale tecnica provocatoria, si ottiene la fiducia del prossimo.

Nel marketing si chiama "fidelizzazione", ma per me è solo merda.

mercoledì 24 maggio 2017

Super Cranky Fighters ... makes you crankier !



Lavoro di un mese circa, questa nuova produzione MUGEN, interamente realizzata da me sul piano grafico, audio e coding, comprende diversi pazzeschi personaggi, diversi stages e altro materiale.
Super Cranky Fighters è la mia seconda esperienza nella realizzazione di un gioco completo realizzato grazie all'engine MUGEN, che permette la realizzazione e l'editing molto facile di picchiaduro 2d.
Ho dedicato un blog dove si possono trovare tutte le immagini, i video, le informazioni e il download del gioco in questione.

http://supercrankyfighters.blogspot.com

Come per Faidar, questo gioco ha previsto l'utilizzo di programmi di grafica come Blender, Gimp, Paint Shop Pro (purtroppo quest'ultimo necessario per via di una mancata gestione dei batch di immagine e delle palette da parte di Gimp, funzionalità che nell'ambito del MUGEN sono del tutto basilari, soprattutto quando si ha a che fare con una mole elevata di sprites, circa 200 per ogni character circa).
Blender è stato utilissimo per ottenere sprites davvero facilmente, bastava animare il character con le mosse giuste e codificarlo in palette con Paint Shop Pro (con funzionalità di batch processing di immagine) è stata una tecnica già usata in passato.
Ho usato inoltre Particle Illusion per gli effetti immagine, come gli sparks e i "proiettili" di gioco (fireballs, laser, esplosioni e quant'altro), sempre in combinazione degli altri programmi.
Utilissimo è stato il tool Fighter Factory sviluppato da programmatori indipendenti attivi nella scena MUGEN.
Le musiche sono state realizzato con l'uso solito di LMMS, Linux Multimedia Studio. Ho riutilizzato alcune tracce del mio repertorio ed altre più recenti e credo che siano attinenti agli stages e alle situazioni rappresentate.
Concettualmente, devo dire che questo gioco ha previsto una realizzazione molto "free", o addirittura "freak". Se non fosse stato per questioni legate al copyright, si sarebbe chiamato "Fart of Fighting", "Crazy Fighters", "Freak Fighters", ma alla fine ho optato per "Super Cranky Fighters" da "cranky", termine anglosassone di valore ambiguo tra "irritabile" e "bizzarro".
Il risultato finale è stato un mashup stramboide di personaggi buttati proprio lì, dalle proporzioni "chibi" (testa grossa, corpo piccolo) e dalle mosse quasi uniformate, ma dal gameplay variabile in quanto ogni personaggio ha la sua storia e il suo modo di giocare oltre che alle sue caratteristiche come Energia, Difesa e capacità di Attacco.

Bhè che altro dire, andate su per scoprire meglio il gioco

http://supercrankyfighters.blogspot.com
 



martedì 25 aprile 2017

Yoshimitsu Vs Brian



Ed ecco qui, prima di cimentarmi (forse) in un nuovo progetto di gioco completo per MUGEN (ancora molti i forse), nell'ennesimo disegno a tecnica mista che ha previsto come per molti altri l'uso di Blender (per lo stage), MyPaint (per i personaggi) e Gimp (per l'adattamento dei digital painting dei personaggi sullo sfondo, più altri adattamenti ed effetti grafici).
I personaggi rappresentati sono Yoshimitsu e Brian, del videogiuouco "Tekken". I concept non sono fedelissimi rispetto agli originali, ovviamente. Lo stage rappresentato è una versione altrettanto non fedelissima dello stage di Ogre (Tekken3). Ho curato nel mio post precedente uno stage MUGEN apposito che ha previsto anche una nuova traccia audio ispirata all'OST di Tekken3.

Ciancio alle balde ed ecco gli step-by-step, le fasi dello sviluppo del disegno:










domenica 23 aprile 2017

Ogre's Stage Tekken 3 (3d Remake) for MUGEN

Ed eccoci di nuovo con uno stage per MUGEN, stavolta realizzato prima di completare l'ennesimo disegno che non farà alcun likes ma darà a me la soddisfazione di sentirmi un tantinello superiore alla massa. Soddisfazione arrogante, ma per ripagar l'indifferenza questo ed altro, e c'è poco da essere "positivi". La gestione dello stress è puramente cosa mia, e a dirla tutta non me ne può fregare un paio di palle di cosa pensa la gente. Oddio, questo non è completamente vero, ma spero che lo sarà un giorno....
Comunque, lo stage in questione ha come feauture una nuova traccia che è un simpatico loop symphonic metal di circa 2 minuti, non meritevole di un upload su youtube, ma meritevole di essere classificata tra le mie tracce. La trovate intitolata "Ogre" (che originalità...)  nella pagina Music.

Lo stage in questione è quello di Ogre, Tekken3.
E' uno stage con 7 livelli in parallasse, tutto qui.
Disponibile nella sezione "Games"

venerdì 21 aprile 2017

Forest Law's Arranged Theme (Hard Rock Cover) + MUGEN Stage

Piccolo post per notificare all'intera Internet che ho realizato una nuova traccia audio/cover di un pezzo di Keichi Okabe, autore della colonna sonora di Tekken3, il pezzo in questione è il tema di Forest Law, dalla cui versione "arranged" ho preso principalmente ispirazione.
E' un pezzo studiato per uno stage MUGEN che trovate nella mia sezione Games, tra gli "Extra Stages"
Che dire... è un pezzo molto corto di circa 2:31 minuti, che cerca di seguire quello originale di Keichi Okabe, dal quale si distanzia ovviamente per la minore ricercatezza e varietà di suoni, a favore di una pesantezza maggiore e di uno stile più classico, meno arzigogolato. Realizzato con LMMS, Linux Multimedia Sudio e registrato con Cool Edit Pro




Di seguito il pezzo caricato su Youtube, ma lo trovate anche in download mp3   sul mio sito.



lunedì 17 aprile 2017

FengWei VS MrKarate + Jack's Mugen Stage + "Renegade" New Audio Track


Questo disegno/artwork rappresenta altri due personaggi presi da serie molto diverse tra di loro. Da una parte Feng Wei, artista marziale di Kung Fu (termine generico, lo so) preso da Tekken, dall'altra Mr Karate preso dal gioco Art of Fighting. Due giochi molto distanti dal punto di vista temporale.
Lo stage rappresentato è direttamente ispirato allo stage di Jack di Art of Fighting.
Mr Karate è rappresentato nella posa di caricamento "HahoShokouken", sebbene nel gioco sia molto diversa, ho preso spunto dalla mossa di Ryu " Shinnppu Jinrai Hadouken ".
Come per altri disegni recenti, l'ho realizzato con programmi freeware: Blender (stage), MyPaint (personaggi), Gimp (adattamenti e altri effetti).

Dallo stage fatto in Blender ho realizzato uno stage per piattaforma MUGEN, disponibile nella sezione "Games" del mio sito.
Lo stage è scaricabile direttamente da qui.


Per lo stage di cui sopra ho anche realizzato una traccia audio nuova come colonna sonora, intitolata "Renegade". Una traccia piuttosto breve (1:14) e molto semplice, di tipo trash/sludge metal.

Di seguito i vari punti di realizzazione
















domenica 9 aprile 2017

Robert Garcia VS Dan Hibiki



Questo disegno qua è un pò dedicato all'antica diatriba SNK vs Capcom. C'è una piccola nota storica riguardo ai due personaggi qui rappresentati: da una parte Robert Garcia, dall'altra Dan Hibiki.
Il primo è preso dal gioco "Art Of Fighting" del lontano 1992, la risposta SNK al più famoso "Street Fighter 2" della Capcom. Quando la SNK sviluppò i personaggi di Art Of Fighting, la Capcom se la prese e cercò di ironizzare sui due personaggi principali della serie : Robert Garcia (quello disegnato) e Ryo Sakazaki. Di tutta risposta, la Capcom decise di realizzare un personaggio farlocco chiamato Dan Hibiki, come forma ironica di risposta ai concept della SNK.
Spiegato questo, vorrei precisare di preferire nettamente Art Of Fighting a Street Fighter 2. Per questo ho disegnato Robert Garcia che esegue un "Zanretsukyaku ("Gamba Violenta A Lungo Termine", letteralmente). La scena è ambientata nel primo livello di Art Of Fighting, lo stage di Todo
di ho sviluppato anche uno stage interagibile su piattaforma MUGEN, disponibile sul mio sito alla sezione games. 
Tale stage, comprende una traccia audio realizzata in concomitanza sempre da me di recente come cover del tema di Todo.

Come per il resto dei miei disegni, è stato realizzato a matita, scannerizzato, pitturato digitalmente su My Paint e sovrapposto su uno stage fatto in Blender, tramite Gimp.

Insomma, sono stati dei giorni parecchio impegnativi ma soddisfacenti....
Di seguito le sneak pics.















mercoledì 5 aprile 2017

DiarreArt.ass

Mi chiedo come facciano certe persone ad essere così arroganti. E' un fatto di pura terminologia. Quando dici " Concept Art " questa povera gente pensa che stia dicendo qualcosa di figo, ma in realtà vuole dire " Figurative Art ". "Concept Art" è solo un termine corporativizzato, estrapolato dal contesto di produzione come quello videoludico in cui, prima dell'effettiva realizzazione di qualcosa, si provvede alla generazione di "concept" relativi a quel qualcosa. Esempio: bisogna sviluppare uno scenario, si fanno degli schizzi. E quegli schizzi sono, appunto, i "concepts" relativi ad una parte di un prodotto finito (il videogame in questione).
Il problema è che l'ossessione in sè, la pignoleria e la cura maniacale dei particolari diventano "arte". Arte, per altro, che puoi mettere benissimo da parte, nel senso che: tutti fanno la stessa identica cosa. Non stupisce più di tanto ormai, vedere un artista "talentuoso". Il talento non può , per altro, essere definito come virtù perchè è solo un punto di partenza. Siti come ConceptArt.org fanno appunto questo: si illudono di potersi permettere molta selettività solo perchè gestiscono un territorio malfermo, disordinato e sporco. Posso capirli benissimo perchè quel forum sembra praticamente la mia cucina: un bordello totale. E non vi è neanche traccia di umanità là dentro. Sembra un inferno nel quale i vari dannati dell'arte si affannano per far vedere l'uno all'altro il proprio grado di pateticità.
Non che le mie "opere" siano "opere", degne di attenzione, etc. Ma se devo andare a soffrire in qualche posto, preferirei farlo in un posto ben arredato. Almeno di una cosa posso, poi, essere contento: l'ordine.
Avere un sito e gestirlo è una cosa più seria di quello che sembra. Mi pare vomitevole, l'approccio di ConceptArt.org, il cui sito sembra essere realizzato da un nerd rimasto agli albori di Internet, con manie di controllo peggiori di un dittatore cinese,  pessimo trattamento delle immagini dalle sgranatissime anteprime, l'impossibilità di vederle ben inquadrate in un post, parti della struttura che si espongono confusionariamente, pagina a tutto schermo senza bordi, avatars assenti, colori uniformi che impediscono la corretta distinzione di ogni apparato del forum, struttura generale ridondante in certe parti, l'user-unfriendliness del tutto, sgradevole puzzo di elitismo selettivo, etc.. Sembra più un contesto di guerra che un sito. E credo pure sia gestito da totali imbecilli, che saranno pure dei geni in grado di riconoscere altri geni, ed io sarò pure un imbecille inesperto ed ignorante, ma: come fanno ad approvare qualcosa e poi a disapprovarla? E' ovvio che nella loro testolina qualcosa non va. Per questo credo che siti come ConceptArt.org siano merda.

Ma Deviantart.com non scherza neppure. Graphica inutile, strutture inutili, llama inutili, impossibilità di personalizzare il tuo profilo, insomma... qualunque sito di "community" permette delle strutture base con le sue ridondanze, i suoi disordini, le sue cattiverie, le sue dittatura... e solo quelle. Permette solo quelle.
Poi, ovviamente, c'è da fidarsi di chi ti dice "non farti il sito".
"Non farti il sito un paio di palle" gli risponderei.
Io mi faccio il sito perchè non mi va che mi si dica come devo parlare, anche digitalmente.
Io mi faccio il sito perchè voglio metterci quello che cazzo mi pare, non devo chiedere a te gestore di ConceptArt o DeviantArt come posso e come devo dire ciò che voglio dire, il modo in cui voglio presentarlo e tutto il resto. Soprattutto se tu, gestore di ConceptArt e di DeviantArt non sei nient'altro che un povero psicopatico che soffre così tanto di solitudine da aver bisogno di gestire una community di artisti che se provi a fargli vedere dell'art brut ti dicono che l'artista in questione dovrebbe studiare di più.
Il termine "Arte" è inflazionato.
Metti "art" sul url di un sito, la gente impazzisce, crede davvero che quella sia arte.
Io non sarò di certo colui che è in grado di definire l'arte, o colui che è in grado di reputare sè stesso un artista... ma so per certo che sia DeviantArt che ConceptArt fanno cagare all'esatto, identico, conformistico livello.





martedì 4 aprile 2017

Ichi VS Kakihara



Quest'artwork, a dire il vero, è stato un pò problematico.
Inizialmente doveva essere riguardo due cattivoni di due serie diverse: Battle Royale e Ichi The Killer, due manga parecchio gorish, molto violenti ed ovviamente molto giapponesi. Man mano che, però, realizzavo lo stage (ispirato al film di Ichi The Killer, diretto da Takashi Miike), ho pensato di escludere Kiriyama (magari lo ridisegno in futuro, contro Shogo Kawada) e di includere, più tradizionalmente, Ichi. In questo modo sono i personaggi del manga (realizzato da Hideo Yamamoto), su uno stage di Takashi Miike (di cui, l'unica cosa che non apprezzo completamente è il restyling dei personaggi.
Disegno fatto a matita, pittura digitale dei chars su MyPaint, stage su Blender, adattamenti ed effetti su Gimp. Immagine dimensione 3000*4000, qui a versione più ridotta.