mercoledì 18 ottobre 2017

Adon VS Kairi




Nuovo artwork riguardante Adon contro Kairi, due personaggi tratti dalla serie di videogames "Street Fighters" (Alpha 2 ed Ex1).
Realizzato con MyPaint, Gimp, Blender.
Ecco le fasi di sviluppo:

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su deviantart: https://misterpain.deviantart.com/art/Adon-VS-Kairi-710466062

sabato 14 ottobre 2017

Whip VS Mai


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Bhè... per questo qui non c'è stata granchè ispirazione. Devo dire che le idee cominciano a terminare e, anche se a volte ritornano, a volte non do proprio il meglio di me, questo è uno di quei casi o almeno così a me può sembrare.
Mi limiterò nella descrizione dunque, dicendo solo che si trattava inizialmente di una cosa su Killer Instinct in cui doveva comparire Glacius nel suo stage con tanto di astronave caduta, forse contro Jago. Ma poi ho deciso di fare un'altro artwork del tipo fem vs fem e così, ecco Whip (character che odio) e Mai (character al quale ho dato un outfit diverso, dato che farla andare quasi nuda per le nevi sarebbe stato sadico).

Strumenti usati: MyPaint, Blender, Gimp.

Ecco le fasi di realizzazione

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mercoledì 4 ottobre 2017

King VS Yuri

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Stavolta ho puntato a fare 2 femmine per questo artwork, e devo dire che è liberatorio fare un pò di tette anzichè i soliti deltoidi maschili, forse nei prossimi artwork farò qualcosa di più esplicito ed erotico, dipende da quanta confidenza riuscirò a maturare con la prospettiva e l'anatomia femminile, di certo sarà difficile perchè una cosa è disegnare una donna "fighter" muscolosa e atletica, un'altra cosa è disegnare qualcosa di più sexy e "malleabile". Quindi, eccole qui, King e Yuri, tratte dal gioco King of Fighters. Ho fatto "vincere" Yuri perchè la preferisco in termini di gameplay in ogni versione del gioco, ma devo dire che anche King ci sa fare in termini di tecnica ed impatto (ma si sa, tira più un pelo di Kyokugen che un carro di kick-boxers). Scherzi a parte, ecco le fasi wip della realizzazione. Software usati: blender, gimp, mypaint, gimp. Lo stage in questione non è tratto da nessun gioco in particolare, è un generico canyon desertico.

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lunedì 2 ottobre 2017

Lombrichi


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In fondo facebook non fa altro che adattarsi alla patetica ambizione sociale contemporanea di trovare un'identità. Il terrore che determina l'esigenza di un controllo.
Sotto le fattezze di una modigerata e repressiva forma di controllo, i social non risolvono il problema dell'identificazione, perchè si comportano allo stesso modo: il "social" ha più identità. C'è facebook, google+, diaspora(dismesso perchè un co-fondatore si è suicidato), ci sono miriadi di forums.
Il desiderio idiota di creare un'unica forma di comprensione e di rappresentazione del sociale è solo il segno di una scarsa, superficiale e malata forma di comprensione del reale.
Tale genere di comprensione si basa sull'effettiva inesistenza di convinzione stabile che determina un grado di dissipazione mentale, di accumulo informativo incontrollato e di una forma di competizione che si bava su un aspetto qualitativo ben determinato (e determinante), unico in ogni settore nel quale si possa effettuare un'analisi anche del tutto sommaria: esempio nel ramo delle vendite dei videogiochi, vince sempre lo stereotipo, nel ramo del marketing vince lo stereotipo, nel ramo politico vince lo stereotipo, nel ramo musicale vince lo stereotipo, etc.
Lo stereotipo, quindi è l'elemento in comune, il fattore comprensibile di qualsiasi cosa che genera interesse: come una foto. E' una foto che ci ricorda chi siamo, è una foto che identifica un cadavere, è una foto che ci ricorda i nostri parenti e i nostri cari, è una foto che descrive un luogo, è una foto che ingigantisce l'identità personale del dittatore di turno, etc.
Quindi il mondo è questo. Nient'altro che targeting.
Non capisco, infatti, come certi anti-vegans possano sentirsi fieri dei propri consumi, tanto da declamarli in pubblica piazza.
Voglio dire, con questo, che non c'è vera libertà nel consumo, c'è solo una spontanea o una premeditata scelta, favorita o meno dal modo in cui l'idea ci viene presentata, dal modo in cui l'idea del prodotto ci influenza a decidere sul consumo. Non c'è niente di "etico" in questo. E' questa assenza di etica, di interfacciamento con la propria coscienza, di costruzione di una struttura morale di difesa rispetto all'esterno, l'aspetto più ridicolo dell'era di cui sono sarcastico testimone. L'era in cui neanche il sarcasmo è ammesso perchè indice di una linea di pensiero personale, l'era in cui tutti non hanno più bisogno di una moralità (ma a dire il vero sono solo in pochi quelli a nasconderla per bene, mentre fornicano tra familiari e mandano avanti lignaggi elitari in qualche fastoso edificio barocco).
Per quanto un evento possa determinare partecipazione, e per quanto quella partecipazione sia un comune segno di "esistenza", quasi ci si possa spaventare di esistere, se l'evento consiste in un bagno fecale, allora cosa può esserci di cui vantarsi? Se certa gente, in poche pulite parole, desidera così tanto far sapere quanto è appassionata nel descrivere la pateticità delle proprie scelte, nonchè l'estrema carenza di spirito decisionale autonomo, cosa può esserci di più triste che ritrovarsi anche per sbaglio nel loro mindset?
Se si è semplici target dell'industria, dove sta il potere decisionale?
Cosa dice questo genere di persone? Dice " guardateci, forti persone dotate di un meraviglioso senso critico, noi non ne abbiamo ". Dall'Inferno urla la propria sudditanza alle passioni, mentre le passioni le divorano. Dall'alto, sembra, che stiano più lamentandosi che gridando la propria dipendenza.

Non può esserci vanto nella debolezza e la vergogna non trasforma una rana in un cigno. Non importa quanto ci si possa applicare, vince comunque chi fa la stessa cosa al momento giusto, ripetutamente, con tutte le corruzioni necessarie. Quindi è questa l'esistenza in questo mondo: garantirsi la distanza rispetto al pensiero della Morte, attraverso tutti i metodi possibili.

Ci viene dato un monito, un avvertimento, una ben nota ma ignorata declamazione di sgradevoli conseguenze. Si prosegue con diabolica perseveranza, e poi ci si lamenta di essere finiti all'Inferno, tanto quasi da volersi evolvere da semplice anima seviziata a diavolo tentatore, nuovi impiegati per l'Inferno.

Ma qui sta il peggior difetto del ragionamento: la paura è un istinto naturale che genera sempre violenza, e la violenza non è la migliore risposta, specie se determinata dalla furbizia. Ritorna sempre la codardia, su sè stessa, appassisce lentamente e dolorasamente e per tutta la vita defeca invidia e di essa si nutre.  

mercoledì 20 settembre 2017

Dimitri



Bah, per questo non mi sono impegnato tantissimo, a parte l'inclusione dell'svg di Inkscape su blender per realizzare la finestra in stile gotico.
Per il resto è stato parecchio veloce la realizzazione, piuttosto sbrigativa. Doveva prevedere Lilith, ma poi mi sono seccato e addio Lilith. Ciao.





lunedì 18 settembre 2017

Duck King VS Bob Wilson



Questo disegno rappresenta Duck King e Bob Wilson, due personaggi del gioco Real Bout Fatal Fury.
Lo stage rappresentato è preso dallo stesso gioco, ed è lo stage coreano di Kim Kaphwam.
Li ho voluti ritrarre in una posa dinamica, per mettere in risalto le due tecniche di combattimento simili: quella di Duck King, che nel gioco usa una sorta di break-dance aggressiva e bizzarra, e quella di Bob Wilson, una più "tipica" capoeira.

Per la realizzazione di questo fan-artwork ho usato, come al solito Gimp, MyPaint e Blender
Ecco le fasi di realizzazione dell'intero artwork.












sabato 9 settembre 2017

Tesshu



Ed ecco un'altro fan-artwork fatto in 3 giorni. Il personaggio principale a cui si riferisce il titolo non è il tizio in basso, ma il tizio in alto. Gioco molto con le contrapposizioni qui, con un livello di nero altissimo e colori saturati. Stranamente il personaggio che ha meno predominanza è quello che più si nasconde, in questo caso vi è un doppio focus: uno sulla luna che richiama con attenzione il personaggio più piccolo (abbastanza clichè ma dovevo giocarmelo prima o poi), in alta lontananza. E' stato parecchio difficile disegnare il "ronin" sotto (i "ronin" erano bodyguards talvolta di capi Yakuza, corrotti e feudatari) per via della prossimità dell'orizzonte. Lo stile è molto sfumato perchè anche questo disegno volevo completarlo in fretta.

Ecco le fasi di sviluppo dell'artwork su MyPaint, Gimp, Blender. Niente Inkscape stavolta, non era necessaria.