martedì 25 aprile 2017

Yoshimitsu Vs Brian



Ed ecco qui, prima di cimentarmi (forse) in un nuovo progetto di gioco completo per MUGEN (ancora molti i forse), nell'ennesimo disegno a tecnica mista che ha previsto come per molti altri l'uso di Blender (per lo stage), MyPaint (per i personaggi) e Gimp (per l'adattamento dei digital painting dei personaggi sullo sfondo, più altri adattamenti ed effetti grafici).
I personaggi rappresentati sono Yoshimitsu e Brian, del videogiuouco "Tekken". I concept non sono fedelissimi rispetto agli originali, ovviamente. Lo stage rappresentato è una versione altrettanto non fedelissima dello stage di Ogre (Tekken3). Ho curato nel mio post precedente uno stage MUGEN apposito che ha previsto anche una nuova traccia audio ispirata all'OST di Tekken3.

Ciancio alle balde ed ecco gli step-by-step, le fasi dello sviluppo del disegno:










domenica 23 aprile 2017

Ogre's Stage Tekken 3 (3d Remake) for MUGEN

Ed eccoci di nuovo con uno stage per MUGEN, stavolta realizzato prima di completare l'ennesimo disegno che non farà alcun likes ma darà a me la soddisfazione di sentirmi un tantinello superiore alla massa. Soddisfazione arrogante, ma per ripagar l'indifferenza questo ed altro, e c'è poco da essere "positivi". La gestione dello stress è puramente cosa mia, e a dirla tutta non me ne può fregare un paio di palle di cosa pensa la gente. Oddio, questo non è completamente vero, ma spero che lo sarà un giorno....
Comunque, lo stage in questione ha come feauture una nuova traccia che è un simpatico loop symphonic metal di circa 2 minuti, non meritevole di un upload su youtube, ma meritevole di essere classificata tra le mie tracce. La trovate intitolata "Ogre" (che originalità...)  nella pagina Music.

Lo stage in questione è quello di Ogre, Tekken3.
E' uno stage con 7 livelli in parallasse, tutto qui.
Disponibile nella sezione "Games"

venerdì 21 aprile 2017

Forest Law's Arranged Theme (Hard Rock Cover) + MUGEN Stage

Piccolo post per notificare all'intera Internet che ho realizato una nuova traccia audio/cover di un pezzo di Keichi Okabe, autore della colonna sonora di Tekken3, il pezzo in questione è il tema di Forest Law, dalla cui versione "arranged" ho preso principalmente ispirazione.
E' un pezzo studiato per uno stage MUGEN che trovate nella mia sezione Games, tra gli "Extra Stages"
Che dire... è un pezzo molto corto di circa 2:31 minuti, che cerca di seguire quello originale di Keichi Okabe, dal quale si distanzia ovviamente per la minore ricercatezza e varietà di suoni, a favore di una pesantezza maggiore e di uno stile più classico, meno arzigogolato. Realizzato con LMMS, Linux Multimedia Sudio e registrato con Cool Edit Pro




Di seguito il pezzo caricato su Youtube, ma lo trovate anche in download mp3   sul mio sito.



lunedì 17 aprile 2017

FengWei VS MrKarate + Jack's Mugen Stage + "Renegade" New Audio Track


Questo disegno/artwork rappresenta altri due personaggi presi da serie molto diverse tra di loro. Da una parte Feng Wei, artista marziale di Kung Fu (termine generico, lo so) preso da Tekken, dall'altra Mr Karate preso dal gioco Art of Fighting. Due giochi molto distanti dal punto di vista temporale.
Lo stage rappresentato è direttamente ispirato allo stage di Jack di Art of Fighting.
Mr Karate è rappresentato nella posa di caricamento "HahoShokouken", sebbene nel gioco sia molto diversa, ho preso spunto dalla mossa di Ryu " Shinnppu Jinrai Hadouken ".
Come per altri disegni recenti, l'ho realizzato con programmi freeware: Blender (stage), MyPaint (personaggi), Gimp (adattamenti e altri effetti).

Dallo stage fatto in Blender ho realizzato uno stage per piattaforma MUGEN, disponibile nella sezione "Games" del mio sito.
Lo stage è scaricabile direttamente da qui.


Per lo stage di cui sopra ho anche realizzato una traccia audio nuova come colonna sonora, intitolata "Renegade". Una traccia piuttosto breve (1:14) e molto semplice, di tipo trash/sludge metal.

Di seguito i vari punti di realizzazione
















domenica 9 aprile 2017

Robert Garcia VS Dan Hibiki



Questo disegno qua è un pò dedicato all'antica diatriba SNK vs Capcom. C'è una piccola nota storica riguardo ai due personaggi qui rappresentati: da una parte Robert Garcia, dall'altra Dan Hibiki.
Il primo è preso dal gioco "Art Of Fighting" del lontano 1992, la risposta SNK al più famoso "Street Fighter 2" della Capcom. Quando la SNK sviluppò i personaggi di Art Of Fighting, la Capcom se la prese e cercò di ironizzare sui due personaggi principali della serie : Robert Garcia (quello disegnato) e Ryo Sakazaki. Di tutta risposta, la Capcom decise di realizzare un personaggio farlocco chiamato Dan Hibiki, come forma ironica di risposta ai concept della SNK.
Spiegato questo, vorrei precisare di preferire nettamente Art Of Fighting a Street Fighter 2. Per questo ho disegnato Robert Garcia che esegue un "Zanretsukyaku ("Gamba Violenta A Lungo Termine", letteralmente). La scena è ambientata nel primo livello di Art Of Fighting, lo stage di Todo
di ho sviluppato anche uno stage interagibile su piattaforma MUGEN, disponibile sul mio sito alla sezione games. 
Tale stage, comprende una traccia audio realizzata in concomitanza sempre da me di recente come cover del tema di Todo.

Come per il resto dei miei disegni, è stato realizzato a matita, scannerizzato, pitturato digitalmente su My Paint e sovrapposto su uno stage fatto in Blender, tramite Gimp.

Insomma, sono stati dei giorni parecchio impegnativi ma soddisfacenti....
Di seguito le sneak pics.















mercoledì 5 aprile 2017

DiarreArt.ass

Mi chiedo come facciano certe persone ad essere così arroganti. E' un fatto di pura terminologia. Quando dici " Concept Art " questa povera gente pensa che stia dicendo qualcosa di figo, ma in realtà vuole dire " Figurative Art ". "Concept Art" è solo un termine corporativizzato, estrapolato dal contesto di produzione come quello videoludico in cui, prima dell'effettiva realizzazione di qualcosa, si provvede alla generazione di "concept" relativi a quel qualcosa. Esempio: bisogna sviluppare uno scenario, si fanno degli schizzi. E quegli schizzi sono, appunto, i "concepts" relativi ad una parte di un prodotto finito (il videogame in questione).
Il problema è che l'ossessione in sè, la pignoleria e la cura maniacale dei particolari diventano "arte". Arte, per altro, che puoi mettere benissimo da parte, nel senso che: tutti fanno la stessa identica cosa. Non stupisce più di tanto ormai, vedere un artista "talentuoso". Il talento non può , per altro, essere definito come virtù perchè è solo un punto di partenza. Siti come ConceptArt.org fanno appunto questo: si illudono di potersi permettere molta selettività solo perchè gestiscono un territorio malfermo, disordinato e sporco. Posso capirli benissimo perchè quel forum sembra praticamente la mia cucina: un bordello totale. E non vi è neanche traccia di umanità là dentro. Sembra un inferno nel quale i vari dannati dell'arte si affannano per far vedere l'uno all'altro il proprio grado di pateticità.
Non che le mie "opere" siano "opere", degne di attenzione, etc. Ma se devo andare a soffrire in qualche posto, preferirei farlo in un posto ben arredato. Almeno di una cosa posso, poi, essere contento: l'ordine.
Avere un sito e gestirlo è una cosa più seria di quello che sembra. Mi pare vomitevole, l'approccio di ConceptArt.org, il cui sito sembra essere realizzato da un nerd rimasto agli albori di Internet, con manie di controllo peggiori di un dittatore cinese,  pessimo trattamento delle immagini dalle sgranatissime anteprime, l'impossibilità di vederle ben inquadrate in un post, parti della struttura che si espongono confusionariamente, pagina a tutto schermo senza bordi, avatars assenti, colori uniformi che impediscono la corretta distinzione di ogni apparato del forum, struttura generale ridondante in certe parti, l'user-unfriendliness del tutto, sgradevole puzzo di elitismo selettivo, etc.. Sembra più un contesto di guerra che un sito. E credo pure sia gestito da totali imbecilli, che saranno pure dei geni in grado di riconoscere altri geni, ed io sarò pure un imbecille inesperto ed ignorante, ma: come fanno ad approvare qualcosa e poi a disapprovarla? E' ovvio che nella loro testolina qualcosa non va. Per questo credo che siti come ConceptArt.org siano merda.

Ma Deviantart.com non scherza neppure. Graphica inutile, strutture inutili, llama inutili, impossibilità di personalizzare il tuo profilo, insomma... qualunque sito di "community" permette delle strutture base con le sue ridondanze, i suoi disordini, le sue cattiverie, le sue dittatura... e solo quelle. Permette solo quelle.
Poi, ovviamente, c'è da fidarsi di chi ti dice "non farti il sito".
"Non farti il sito un paio di palle" gli risponderei.
Io mi faccio il sito perchè non mi va che mi si dica come devo parlare, anche digitalmente.
Io mi faccio il sito perchè voglio metterci quello che cazzo mi pare, non devo chiedere a te gestore di ConceptArt o DeviantArt come posso e come devo dire ciò che voglio dire, il modo in cui voglio presentarlo e tutto il resto. Soprattutto se tu, gestore di ConceptArt e di DeviantArt non sei nient'altro che un povero psicopatico che soffre così tanto di solitudine da aver bisogno di gestire una community di artisti che se provi a fargli vedere dell'art brut ti dicono che l'artista in questione dovrebbe studiare di più.
Il termine "Arte" è inflazionato.
Metti "art" sul url di un sito, la gente impazzisce, crede davvero che quella sia arte.
Io non sarò di certo colui che è in grado di definire l'arte, o colui che è in grado di reputare sè stesso un artista... ma so per certo che sia DeviantArt che ConceptArt fanno cagare all'esatto, identico, conformistico livello.





martedì 4 aprile 2017

Ichi VS Kakihara



Quest'artwork, a dire il vero, è stato un pò problematico.
Inizialmente doveva essere riguardo due cattivoni di due serie diverse: Battle Royale e Ichi The Killer, due manga parecchio gorish, molto violenti ed ovviamente molto giapponesi. Man mano che, però, realizzavo lo stage (ispirato al film di Ichi The Killer, diretto da Takashi Miike), ho pensato di escludere Kiriyama (magari lo ridisegno in futuro, contro Shogo Kawada) e di includere, più tradizionalmente, Ichi. In questo modo sono i personaggi del manga (realizzato da Hideo Yamamoto), su uno stage di Takashi Miike (di cui, l'unica cosa che non apprezzo completamente è il restyling dei personaggi.
Disegno fatto a matita, pittura digitale dei chars su MyPaint, stage su Blender, adattamenti ed effetti su Gimp. Immagine dimensione 3000*4000, qui a versione più ridotta.














domenica 2 aprile 2017

All Hail The Almighty Internet

"Ommioddio ecco un altro post prolisso e filosofico..."
Già.

Riflettendo sui sistemi tecnologici e l'involuzione cerebrale dell'umanità c'è da dire una cosa: la tecnologia non è per tutti. Prima dell'avvento degli smartphones, veri e propri computer microscopici, la tecnologia era d'uso e abuso di una ristretta parte di nerds e geeks (sfigati, asociali, stramboidi, etc. .. ai quali mi sento di appartenere .... o di geni veri e propri, ai quali non mi sento di appartenere per ovvie ragioni legate al mio scarso QI).
Democratizzando, cioè lasciando che tutti abbiano a che fare con qualcosa del genere è come se tutti, anche se perfettamente normali, si infettino con la tecnologia ignorando il fattore de-socializzante che comporta.
In parole povere: non tutti dovrebbero possedere uno smartphone, anzi proprio gli smartphones dovrebbero essere messi al bando. Se si considera poi la manodopera (e lo sfruttamento) che richiedono, il loro prezzo dovrebbe essere centuplicato o la quantità di produzione degli stessi dovrebbe essere ridotta al minimo. Dovrebbero, cioè, essere a disposizione di pochi, veramente di pochi.
C'è gente che agisce e si comporta non tanto perchè quella cosa gli piace veramente, ma perchè tutti la fanno. Lo stesso vale per l'acquisto di uno smartphone.
Questo, le compagnie telefoniche lo sanno ormai, per questo la TIM è stata indagata più volte per tariffe truffaldine legate ad applicazioni che l'utente stesso non richiedeva. Tutto ciò per qualcosa di molto ovvio: la tecnologia è così complessa che qualsiasi sprovveduto può esserne derubato e solo i pochi a conoscere i suoi reali meccanismi sanno truffare i molti sprovveduti che comprano uno smartphone solo perchè pensano che sia "una forma di doveroso adattamento, upgrade, evoluzione".
Qualcosa che, oltre ad isolare completamente chi ne fa uso, ricostruendone i comportamenti, costringe le stesse aziende ad adattarsi alla stupidità di massa.
In parole ancora più povere: la tecnologia è una droga. Siamo tutti tossici. Ma solo in pochi saremmo in realtà capaci di sopportarla senza vedere le nostre azioni riflesse nell'analisi di un disturbo di massa.
Sono giocattoli costosi e pericolosi che rubano l'anima alle persone.
E sono proprio le nuove generazioni ad esserne più fottute, perchè loro ci crescono.
Sarà il classico discorso che chiunque poteva farmi da piccolo quando passavo ore davanti alla PlayStation, ma una differenza c'è: io sono a-sociale di natura. Io ci godo nella solitudine, io amo la solitudine e spesso 5 minuti in compagnia di sconosciuti rappresentano per me la comparsa di manie pluriomicide (scherzo, ovviamente, ma il concetto è quello).
Disprezzo il fatto che l'umanità si comporti nel mio stesso modo.
Non c'è bello quando siamo tutti anormali, apatici, asociali e deviati. Io volevo essere il solo ad esserlo.
E' una questione di ego, qui. Del destino dell'umanità poco mi importa, potete tutti morire se un giorno spunta la moda di buttarsi dai grattacieli, a me non smuoverebbe un solo neurone la faccenda anzi forse godrei del fatto che molti stronzi se ne sono andati a fanculo.
Quindi, vi piaciono gli smartphones al punto da non accorgervi quanto la vostra vita è cambiata a causa di essi? Bhè cazzi vostri.
Cazzi vostri.
Ma non vedrete la mia faccia sorridere su un social in compagnia dei miei amici, della mia ragazza o di chissà quale altro stereotipo di socialità necessario per dare a sè stessi l'impressione che esistiamo per gli altri. Tutta questa insicurezza non serve a un cazzo. Se la gente è così sicura di sè, che bisogno ha di spiattellare la propria vita privata, i propri sentimenti privati, la magia di ogni cosa che è dentro di sè, in qualcosa di pubblico che chiunque può deridere, ignorare, denigrare, mettere alla gogna e alla fine: catalogare?
E' una volontaria obliterazione che non mi interessa. Quindi se avete un pò di cervello: cercate di non banalizzare, volgarizzare e omologare le vostre esistenze.
Una volta mi fu detto "non hai facebook, non esisti"
io direi a quel qualcuno, oggi, che "essere su facebook" è una frase illogica, tanto quanto dire che si è su Super Mario Kart solo perchè si impugna un joystick in mano.
E' diverso, molto diverso, però, se ogni stracazzo di dettaglio della tua stracazzo di vita lo mostri ad una massa di totali sconosciuti e soprattutto all'FBI.
Per quanto si impegni l'umanità a far sembrare Internet qualcosa di diverso da quello per cui è nata, milizia, e per quello che in gran percentuale è, pornografia.