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domenica 30 luglio 2017

Lo scherzo è bello quando dura poco #2

Bhè, esauritasi la vena umoristica per adesso, alcuni disegni egocentrici su io che dico cose strambe o provocatorie (oppure semplicemente stupide) in base alla quantità di peli che ho in faccia.
Ogni riferimento a  Hideo Yamamoto è puramente casuale (o causale? boh).








Zatoichi VS Taki (Jedi Outfit)



Questo disegno era iniziato come una lotta tra l'Apprendista / Star Killer di Star Wars in parata e Zatoichi di Kateshi Kitano, ma alla fine ho deciso di realizzare Taki in schivata (con un outfit stile Star Wars) al posto di Star Killer. E' stata un'idea un pò stramba, per la quale ho anche disegnato due coltelli laser anzichè i classici di Taki.

E' stata la prima volta in cui ho disegnato una scena pioviginosa, che ha previsto un un editing molto massiccio per rendere i vari effetti relativi al bagnato.

L'immagine originale è di circa 4000x3000 pixel. Realizzata in Blender (stage), Gimp (modifiche), MyPaint (digital painting dei personaggi).

Su deviantart: http://misterpain.deviantart.com/art/Zatoichi-VS-Taki-Jedi-Outfit-695755203

Ecco i vari step della realizzazione tecnica.











sabato 22 luglio 2017

Vega VS Jin Saotome

E' passata una settimana dal mio ban su ConceptArt, e mi chiedo se sia il caso di protrarre un'antipatia reciproca gratuitamente (o al solo costo della mia auto-stima) OPPURE continuare a fare quello che mi piace fare, lasciando che i professionisti si gestiscano il loro bel sitarello dove magari si segue un metodo (per il cui apprendimento, ora so, sono disponibili tariffe bassissime!!!11).
Ma il mio metodo è diverso. Mi secca dover spiegare il perchè e il come. Ogni persona ha il suo metodo per qualsiasi cosa, esistono delle regole comuni ma con quelle uno ci fa quel che gli vuole, ci si adatta a seconda dell'occasione e se l'occasione mi fa usare Blender, il PhotoEditing e altre cose che sono mie competenze... bhè perchè mollarle.
Dovrei forse fare la robetta semplicistica che riservo al mio più basso e volgare grado di umorismo non-sense? Dedicarmici a capofitto sarebbe solo uno spreco di tempo. E di dignità.

Preferisco approfittare di Blender, fare degli stage che comunque renderizzati non significano niente e fanno pensare a Virtua Fighter 1... cosa che mi andrebbe, mi piace la grafica "oltrepassata". Di certo la roba che non piace ai ragazzini, ma che mi ricordi quell'età in cui si era più giocatori e meno critici.

Per me l'arte è divertimento, hobby, non di certo lavoro.

Per questo, il lavoro qui non è stato il meglio, mi sono sentito un pò forzato, ma alla fine ha predominato la fantasia personale: mi era stato chiesto di disegnare Saotome Jin, un personaggio con il quale non era poi così familiare, usato al massimo 1 volta in tutta la mia vita su X-Men VS Street Fighter (o era Marvel VS StreetFighter ? boh. 1996 o giù di lì). Ma mi era anche stato proposto di fare Jaigo (Killer Instinct), così, dato che non voglio sprecarmi nel disegno di accessori (e Saotome, nel suo concept originario, ne è saturo), ho fatto un mash-up concettuale tra Jin e  Jago.

Ho usato i soliti softwares: Blender per lo stage, Gimp per gli effetti e le colorazioni (editing vario), MyPaint

Bhè, effettivamente ConceptArt è un sito di fotoscioppari e painteriani. Io non uso  nè Painter, nè
Photoshop. *si infila un dito nel naso* Freeware user, here. E se non avessi una merda di chiavetta, probabilmente userei pure linux (nà... scherzo).

Disegno originale dimensioni: 3433 x 4111. 










http://misterpain.deviantart.com/art/Vega-VS-Jin-Saotome-694085966

giovedì 13 luglio 2017

Critica il critico

Signore e signori, vi annuncio con estrema soddisfazione che sono stato bannato da ConceptArt.org. Sembro sarcastico, ma a dire il vero è bello sapere che "i pezzi forti" si sentono provocati e minacciati dalle parole di un niubbo come me. Questo dimostra la loro infantilità, mascherata da alta esperienza. Fa veramente molta soddisfazione, sul serio. Ecco il messaggio che ho ricevuto:
ConceptArt  Message
You have been banned for the following reason:
Being rude to other members
Date the ban will be lifted: July 20th, 2017, 03:30 AM
MISSION ACCOMPLISHED!
Dinamica del ban: entro in quel forum, posto la mia roba, ricevo dei feedback, gli dico che è noioso studiare le basi dell'anatomia ma che accetto comunque i feedback, uno si incazza e mi dice tutto impettito che bisogna essere bacchettoni con sè stessi, polemizzo e ho la meglio, arriva un'altro utente, fa lo stesso, polemizzo e ho la meglio anche con lui, arriva un terzo, vinco anche con lui, arriva un quarto, mi dice che i miei disegni sono una merda, arrivo a capire che sua madre faceva un sacco di pompini ai tempi e dico che il nome del sito è una cazzata perchè si parla solo di tecnica e non di "concept" (dato che un concetto può escludere la tecnica in quanto puramente ideale, immaginario, mentale), mi bannano.
Morale della favola: un sito che fa di tutto per spingere gli utenti ad essere critici, quando viene criticizzato, ti banna.
Una nuova vittoria per la logica! Anzi, pensavo che mi bannassero forever and ever, ed invece. Evidentemente gli servono 7 giorni per capire che il loro sito è un pò una merda... o forse vogliono vedere se tra 7 giorni tornerò tutto pentito e piangente a dire "Oh no vi prego non mi bannate! uuuuh!!! " ahahah. Sì. Col cappero.

Così, giusto per fare una lista dei siti dai quali sono stato, quasi orgogliosamente bannato:




1. Mugen Fighters Guild:

Bel forum, belle informazioni, livello qualitatito alto ed esigente ma moderatori e amministratori abbastanza stronzi. Voglio dire, una cosa è un moderatore che richiede che l'utente si scusi e prometta che non farà più la stessa azione, un'altra cosa è un moderatore con un ego smisurato che vuole che qualcuno si inginocchi davanti a lui per confessare il proprio amore incondizionato verso una piattaforma che è comunque consultabile e "leechabile" dall'esterno: cosa assolutamente fattibile, visto che avere un account lì significherebbe essere soltanto in grado di confrontarsi con delle persone dotate al massimo di un altissimo grado di autismo.

Dinamica del ban: ero praticamente molto fatto di ganja e ho cominciato a trollare questo e quell'altro utente, giusto perchè mi andava o giusto perchè pensavo, al momento, che fossero abbastanza immaturi da meritarsi l'esatto atteggiamento.

Morale della favola: A quanto pare devi avere un'alta carica istituzionale per poterti effettivamente comportare da totale immaturo.




2. LMMS.io

Bah. Peccato. Era un "bel" forum. Non che me ne importasse veramente di ascoltare la musica altrui, non che io mi aspettassi che qualcuno ascoltasse la mia, nè tutt'ora mi aspetto una cosa del genere. Modestia vs Arroganza a parte, la dinamica del ban in questione è stata praticamente l'ennesima conferma che un forum guidato da persone non affatto imparziali è qualcosa di sbagliato.

Dinamica del ban: dopo svariate interazioni nel forum, durante le quali ho praticamente detto all'intera comunità che me ne fregavo poco di postare la mia roba su soundcloud e youtube (canali di divulgazione prediletti dalla comunità in questione), dato che sarebbe stato più semplice e diretto permettere il download dell'MP3, ma dato che questo sembrava troppo diretto per gli utenti in genere (o forse credevano che fossero virus), la mia opinione non fu accolta con grande entusiasmo, ma ebbe l'effetto di attrarre una notevole dose di celata antipatia da parte dei vari utenti, che a quanto pare, dalle comunicazioni pre-ban avevano a lungo discusso della mia condotta. Insomma, non sono stato un utente simpaticissimo. Beh, chi se ne frega. Ad un certo punto, per una domanda innocua un utente mi segnala, il moderatore magari esasperato dalle richieste di qualche suo amichetto leccaculo mi banna.

Morale della favola: A quanto pare devi farti amico un moderatore per rimanere in una comunità qualsiasi. Viva i leccaculo.




3. DesignCrowd:
Che dire su quest'altro sito. Un sito gestito da sadici totali, pagato da imbecilli totali, frequentato da designers assolutamente masochisti. I design di logo design sono, in fondo, questo: null'altro che un gioco nel quale chi prima arriva meglio alloggia, e di fatto chi "domina" in questo genere di siti (a parte chi gestisce i siti stessi e si intasca percentuali assurde sulle vendite di loghi passati a prezzi da fame, viva l'out-sourcing) è colui che si è iscritto al sito dal momento della sua creazione: quindi designers che fanno parte dello stesso team del sito, è il sito stesso che sfrutta la comunità di designers come paravento per la propria attività di marketing. I vari designers sventurati che decidono di partecipare ai contest, non sono altro che effetti decorativi di una struttura figurativa già determinata, devono soltanto adattarsi. E adattarsi significa anche sottostare ad opinioni dalle quali si può evincere soltanto l'insensatezza delle idee dei committenti, la confusione tra logo e icona, l'ovvietà delle descrizioni, e la classica odiosa formula " meglio ti presenti, maggiori i tuoi risultati". Va da sè che, in questi siti, quelli che "vincono" sono coloro che, oltre ad essere coadiuvati dai numeri che hanno accumulato (nulla di dissimile dal sistema feedback di ebay), si presentano come l'ennesimo clichè da designer outsourcizzato internettaro con le skills, le inclinazioni, l'attitudine e il mindset che fa di un uomo un designer: la totale puttanagine.

Dinamica del ban : Bhè, ho smesso di fare la puttana per un secondo, e l'utente se ne è accorto. A quanto pare non è piaciuto nè a lui, nè al puttaniere del sito (un certo Michael) che ha deciso il ban.

Morale della favola : se vuoi lavorare come online logo designer, devi essere una puttana dentro.




E al momento ho solo parlato dei luoghi e delle comunità virtuali, eh!
Non che la situazione sul piano reale sia poi così differente, l'unica strana differenza tra il ban come metodo punitivo e la detenzione nella vita reale, così riflettevo poche ore fa, è che la detenzione ti mette in un posto, il ban ti esclude dal posto. Di conseguenza, qualsiasi metodo intellettivo atto a rendere il "virtuale" uguale al "reale" è puramente illusorio. Come "specchio" della realtà, non si comporta in egual modo, ma anzi assume toni privi di qualsiasi maturità, di fatto ogni sito o forum gestito da persone con un tasto pronto alla mano per bannare o punire qualcuno, si comporta come un poliziotto americano dal grilletto facile. Con la differenza già enunciata che un poliziotto può detenerti, può ucciderti, ma non darti la libertà. Un moderatore, un amministratore, o qualsiasi altra figura malvagia di questo genere, ti da la libertà dal contesto rispetto al quale volevi partecipare.

In tale squisita disquisizione potrei anche aggiungere un'importante nota legata al concetto di "eccellenza", al concetto di "decenza".

Eccellenza
Il significato di tale parola, secondo il dizionario, è:
"Qualità di sommo pregio o gradimento, unicità, perfezione."
 Come si può notare dalla stessa descrizione, c'è una quantità di idealismo in tale concetto, da rappresentare qualcosa di vicino al ridicolo o ridicolizzabile.
L'eccellenza è quel genere di ambizione che ha ogni persona che odia a morte le critiche negative, gente molto permalosa che non sopporta che si pavoneggi il proprio nome o si possa ridicolizzare, criticare, ingiuriare, insultare ed offendere le proprie capacità.
Non è qualcosa di simile alla competizione. La competizione è spesso motivata dalla necessità, l'eccellenza può sfruttare semplicemente la competizione per manifestarsi e, una volta manifestata, l'eccellenza diventa temporanea, relativa al contesto e quindi limitata (per quanto, paradossalmente, basata su un alto idealismo).
L'eccellenza è sempre relativa ad un canone ben determinato, più determinato è il canone più è efficace l'eccellenza di qualcosa, in quanto l'eccellenza è la dimostrazione di un talento praticato, una forza allenata, in poche parole: il risultato di un automatismo.
La durata dell'eccellenza è sempre relativa: sono il tempo e il luogo a determinare il grado di eccellenza di qualcosa
L'eccellenza sfrutta il metodo della comparazione, di conseguenza gli "eccellenti" sono sempre e comunque dei bacchettoni.

Decenza
Il dizionario la definisce così:
"Decoro, convenienza, pudore, in armonia con il rispetto dovuto alle esigenze morali e del vivere civile"
Simile all'eccellenza, ma apparentemente più umile. Spesso è il paravento dell'eccellenza.
Chi, praticamente, non riesce ad accedere all'eccellenza ed è frustrato dalla propria indolenza rispetto al canone da seguire, può sempre rivolgersi alla decenza per sentirsi in qualche modo "utile al mondo", "notevole", "degno di considerazione", etc.
La decenza è, dunque, la capacità di distinguere qualcosa di ammissibile in un dato contesto, in un dato tempo e luogo, da qualcosa di non ammissibile (definito, appunto, indecente).
E' un concetto molto versatile, perchè chiunque, purchè sappia emettere sentenze, specie se incapace, può sfruttarlo per determinare standards, punti di partenza rispetto ai quali ci si può distaccare "indietro" (verso l'indecenza) o "in avanti" (verso l'eccellenza). Va da sè che gli esperti di decenza sono spesso e volentieri delle persone mediocri.  
Non ci vuole un genio per capire che una tribù aborigena segue dei criteri di decenza diversi da un gruppo di ciclisti in Olanda, o un gruppo di avvocati in America, o qualsivoglia sottogruppo della civiltà Occidentale (che di per sè, non è definibile con maggiore esattezza antropologica, vista la diversità multiculturale dei suoi elementi).


Spesso e volentieri questi due termini fanno nascere diatribe, polemiche, inutili discussioni che sono belle all'inizio ma poi diventano una noia totale. Dalla quale posso anche benissimamente discostarmi d'ora innanzi.

Risulta evidente che chiunque sia disposto a criticare un metodo rappresentativo, non fa altro che approvare o non approvare, in base ai propri schemi di decenza o eccellenza, qualcosa che può confermare o negare le proprie convinzioni in fatto artistico e creativo.

Ciò non risulta evidente per pura convinzione personale, ma per appurata esperienza, verificato da eterne discussioni di cui mi sono reso sfortunatamente partecipe se non "protagonistantagonista", più o meno quel genere di figura drammatica con la quale sarebbe meglio non polemizzare, giusto per evitare condizioni e situazioni dai risvolti teorici, filologici e morali infiniti, in grado di rigirare la frittata in eterno, finchè non carbonizza.

Sventrare un argomento, decostruirlo, destrutturalo è un metodo argomentativo utile a capire se quell'argomento ha la sua solidità, e questo si verifica solo quando i singoli pezzi, da soli, non valgono niente. Se l'argomento è fatto da vari pezzi, troppo eterogenei per determinare una forma di unità filosofica stabile, chi lo adotta non è altro che un fraudolente ingannatore che ha l'unica intenzione di spostare la genuina ispirazione di qualcuno verso un metodo che reputava il migliore, fino a quando qualcuno (come me) non mostra "skills" che sembrano non nascere dallo stesso metodo.

E' paradossale l'attaccamento di certi fascisti a delle strutture di pensiero composte da vari elementi che non hanno, in realtà, alcuna adesione tra di loro: pensieri tenuti a bada da una forma repressiva di auto-imposizione, totalmente estranei a ciò che in realtà dovrebbe essere l'arte, non di certo la sudditanza, il servilismo e la falsa umiltà.

Essere "umili" sembra il loro obiettivo, ma l'arroganza con la quale questo obiettivo viene imposto rappresenta un esempio mostruoso di come certi schemi di pensiero nascano e si sviluppino con l'attitudine predatoria di chi crede che assimilando l'altro si ottenga un vantaggio per sè: ma in realtà è già partecipando ad un sè collettivo che si perde il proprio.

E' molto più coerente, molto meno egoistico, pensare di usare l'arte per sviluppare un proprio punto di vista creativo. E' molto meno egoista essere egoisti, paradossalmente, perchè si inciterà altri a fare lo stesso. Se gli altri vogliono "migliorare" è tutto un fattore relativo al proprio concetto di miglioramento.

Può esserci un metodo per ottenere successo, ma può esserci una tipologia di persone che del successo se ne sbattono, specie se hanno potuto appurare che il successo danneggia l'intima integrità e sincerità delle persone, portandole a forme di dissonanza cognitiva estremamente disagiate (per quanto mostrate con estrema soddisfazione come un "achievement").

Non esiste achievement più banale del raggiungere un achievement. Non esiste soddisfazione più banale del raggiungere una soddisfazione che altri hanno già raggiunto. E' come vantarsi di aver fatto sesso con la stessa puttana d'alto borgo, questo è il loro metodo: paragonabile ad una puttana costosa per la quale è necessario rientrare in un preciso schema rappresentativo.
 
Gente spinta da un metodo. Fino alla convinzione di essere l'avanguardia e non la retroguardia.
Gente con la testa nel culo.
Struzzi di sè stessi.

Ancora peggio quando non esiste un metodo, o un metodo sotto-inteso, o una ricerca puramente personale, anti-conformistica, di quel genere di manifestazioni creativo-artistiche che non sparge lodi ai soliti maestri, ma che eleva lo stesso disegnatore al ruolo di maestro di sè stesso. Potrebbe essere soltanto una questione bibliografica, più che pragmatica.

Non è, quindi, in termini totalmente banali, una questione di "skills", di capacità, di mentalità, attitudine, filosofia e qualsiasi altra cosa che determina una barriera ideologica.

E'  una questione di antipatia.

La gente mi reputa antipatico, questo è quanto. Ah ah ah ah. Bhè la cosa mi fa parecchio ridere e pensare al termine "Triggered!", ossia quando si fa o si dice qualcosa che "intrappola" una persona qualunque contro una situazione che non si aspettava. Di fronte all'inaspettato cambiamento, alla nota di variazione, o qualsiasi altra saturazione imprevista, la reazione dipende esclusivamente dalla capacità del suo autore di reagire più o meno passivamente rispetto al rivoltato contesto sociale. 

In termini più semplici: se entri a far parte di un gruppo, nessuno ti ha visto prima e tu ti mostri così, improvvisamente, come se volessi mostrare tutte le tue skill per una questione di pura vanità, scavalcando ogni cazzo di cosa e fottendotene delle opinioni altrui... quello che ottieni è antipatia ad oltranza. Non importa quanto siano stupidi, arroganti, pessimisti, cinici, bacchettoni, conformisti, o semplicemente ignoranti, dentro di sè... risulterai antipatico a loro se non cali la testa e mangi il tuo boccone di umiltà. O almeno è così che la chiamano. 

Magari è solo codardia.

Ma vabè, la gente spesso confonde i termini. Di fatto ciò che ho potuto notare in siti come Concept Art è che il termine "Concept" risulta veramente erroneo:

concept
sostantivo
  1. Progetto, prototipo.

    "un c. grafico per un sito web"
Chi se ne frega se esiste una differenza tra "concept" e "conceptual". Sono la stessa parola. 
Si sarebbe dovuto usare, per la "concept art" il termine più appropriato " prototype art ", perchè ciò alla quale è destinata è la produzione di un tipo, un elemento da riproduzione seriale, sia esso una macchina è la composizione ortogonale di una figura in 3d per un videogioco (che può essere riprodotta allo stesso modo su milioni di schermi diversi).

Il "concept" di per sè, è il concetto, l'unità mentale fondamentale, l'idea, l'immagine cerebrale, come la volete mettere la mettete, ma è sicuramente qualcosa che può essere trasmessa anche con un verso, con una forma di espressione che nega quasi completamente la presenza di una tecnica raffinata ed esperta.

Di fatto, era la tecnica la cosa di cui parlavano coloro che su Concept Art hanno dato il via ad una flame-war contro di me, prima di istigare prima me ad umiliarli e ridicolizzari, e poi uno dei moderatori al bannarmi temporaneamente.
Questa è una cosa basilare, credo, almeno sin da quando ho letto che esiste una differenza tra ars tecne, arte e tecnica. La prima è un insieme assolutamente eterogeneo di manifestazioni creative che possono coinvolgere aspetti totalmente diversi della musica, della figuratività, etc., la seconda è il modo in cui una  ars viene espressa: canoni, metodi, formati, etc.

Di conseguenza, quella gentaglia può prendersela nel culo, se crede che vi sia una differenza tra ciò che faccio io e ciò che faccio loro. Le "manchevolezze" e i micro-dettagli sono tutti fattori sfruttabili per decostruire me e demotivarmi, questa è la loro intenzione. Ovviamente il sistema di quel sito è "sii costruttivo, critica, critica, critica!" Ma come si può criticare in maniera costruttiva se si insultano gli altri, e come si può essere veramente credibili se quando sei tu a contro-offendere vieni bannato ed escluso?

Soluzione alla domanda precedente: non c'è nessuna credibilità, è solo l'ennesimo sito in cui la gente si adegua ad un sistema, che va bene per loro e loro soltanto, fa in modo da renderlo agli occhi di tutti universale, sostenendolo con tesi, convinzioni, aggressività e sistemi di protezione retorici collaudati da un'unanime considerazione in merito ai già evidenziati concetti di decenza  ed eccellenza.
Non è un caso che le classiche "raccomandazioni" che si ricevono in quel sito sono del tipo:
- non otterrai alcun successo
- nessuno ti noterà
- farai sempre gli stessi errori

Mio Dio. Ho superato quella fase dell'essere "studenti"  7 anni fa, dopodichè mi è risultato ovvio che l'arte ha, ok, delle basi da studiare, ma è come costruirsi una bici o un mezzo di locomozione.

E' diritto dell'artista usare il mezzo che vuole, percorrere i tragitti che vuole, andare alla velocità che vuole e costruire o migliorare/peggiorare il proprio mezzo in relazione a questo.

Chi pensa diversamente è soltanto quel genere di persona che vorrebbe che tutti pensassero allo stesso modo, per tal motivo posso capirli: in fondo sono solo persone che aspirano a rientrare nella stessa tipologia di persona.
Ma, Diamine... esiste solo il Karate? Esiste solo il Kung Fu ? Esiste solo la Capoeira, il Jeet-Kune-Do, il Muai Thai e via discorrendo ? Esiste solo un metodo e, all'interno di quel metodo, esiste la stessa attitudine?

E' questo a che serve l'arte? 

A creare dei cloni robot, o degli artisti?
Non c'è da stupirsi se mi odiano: vuol dire che io sono genuino, io sono umano.
Non seguo la massa, so quali sono i miei maestri, e non sono di certo un mucchio di persone conformate e deprimenti che hanno come unica intenzione quella di distruggere il banale divertimento di qualcuno, con l'illusorio scopo di innalzarlo a seria e potente attività. Chi ha mai desiderato questo? Se l'ho desiderato, non l'ho di certo desiderato di farlo con l'attitudine che hanno sti bacchettoni che se la prendono così tanto solo perchè qualcuno gli dice che "studiare è noioso".

Non ho bisogno di un pugno di idioti col cervello in comune, per dirmi cosa voglio o non voglio fare.
Possono odiarmi per questo quanto desiderano uccidere sè stessi per essere incapaci di avere dei desideri.

Questo è ciò che penso di loro: non hanno desideri. Non vogliono soddisfare nulla e, nel vuoto della loro ossessiva auto-coscienza, cercano di adottare una forma di sacralità farlocca per distrarsi dalla loro patetica coesistenza con il proprio falso-io.
E' possibile che siano così suscettibili? O sono semplicemente un pugno di decerebrati autistici?
Nella seconda ipotesi, sembra ovvio che non vi sia modo rispettoso da parte mia per umiliarli, ma nella prima ipotesi, bhè... no, deve essere la seconda necessariamente.
Non si possono spiegare certi atteggiamenti se non attraverso la considerazione di una causa neurologica.
Il problema loro è proprio neurologico. Non può essere altrimenti.

mercoledì 12 luglio 2017

DIE! (Gill VS Ryu Hoshi)


Ebbene, dopo tanto peregrinare in the land of giants, forum oscuri pieno di troll invidiosi, codardi e bacchettoni, eccomi con un nuovo artwork realizzato esattamente come quelli precedenti, con l'uso di Blender, MyPaint e Gimp.

In quest'ennesimo artwork si presentano Gill e Ryu Hoshi, dal gioco Street Fighter 3 New Generation. Che dire? Ho aumentato fortissimamente i contrasti, portandoli all'esasperazione, con zone molto oscure e dominanza cromatica ipersaturata di rosso e blu. C'ho messo un pò a realizzare questo pezzo, in realtà doveva esserci Jin Saotome che mi è stato richiesto su deviantart. Purtroppo ho reputato più corretto disegnare un personaggio che penso sia stata la stessa ispirazione per l'autore di Jin Saotome: Ryu Hoshi. D'altro canto non l'avevo mai disegnato in questo genere di rappresentazioni e valeva la pena.

Il titolo è preso da ciò che dice Gill quando fa l'attacco "carica" di quel tipo.

Di seguito i progressi step by step dell'artwork.













mercoledì 5 luglio 2017

Rimon Chouchuu


Ecco un altro artwork appena sfornato, si tratta di Akira che sferra una gomitata in avanti (mossa chiamata "Rimon Chouchuu" ) a Dural, uno dei personaggi più odiosi della storia dei videogiochi.
E' un artwork per il quale ho speso troppo tempo, un pò senza ispirazione ed infatti Dural è stata furbescamente coperta da pietre nelle parti in cui meno mi sono dedicato dal punto di vista pittorico.
Lo stage è anch'esso abbastanza scarno e ridotto in elementi, l'unica parte diversa dal resto è l'inquadratura dal basso verso sinistra, unica nota di differenza qualitativa.

Software utilizzati : MyPaint per i personaggi, Gimp per gli effetti e l'adattamento dei personaggi allo stage realizzato in Blender. Immagine originale a circa 4000x3000px, qui in versione ridotta

Ecco le fasi di "work in progress".





sabato 1 luglio 2017

Uno scherzo è bello quando dura poco

Alcune "simpaticissime" vignette, disegnate per "mancanza di che fare". Precedentemente presentate sulla mia "bellissima" pagina facebook, ma poi tolte da lì perchè ci tengo a mostrare solo il meglio di me su quel posto "magnifico" che è Zuckerberglandia.

Ciascuna di queste immagini rappresenta un singolo individuo di mia conoscenza, che mi ha colpito particolarmente per la sua capacità di tirare il peggio di sè in mia presenza.

Ovviamente il tutto senza fare nomi, perchè ci teniamo all'educazione (plurale majestasis).

Si prega di non essere paranoici in tal senso. Il fatto che non faccia il nome e che qualcuno di voi si rispecchi in una o più di queste immagini non vuol dire che ci sia corrispondenza effettiva tra la vostra persona ed una o più delle vignette quivi rappresentate.